Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Gentile: "Nessun ritardo dalla Regione, no alle strumentalizzazioni sulla vicenda di Angela"

L'assessore alla Salute respinge l'accusa di aver impedito, a causa di "lungaggini burocratiche", l'operazione della giovane mamma salernitana: "La Regione era obbligata alle verifiche, ma il fascicolo non sarà archiviato"

"Perché Angela è arrivata a Bari? Perché non è andata a Napoli o in altri centri dove ci sono macchine di quel tipo già autorizzate? Prima di invocare la malasanità certi medici dovrebbero ricordare il contenuto dei giuramento etico e morale alla base della professione. Non era infatti il caso di consigliare alla signora di rivolgersi altrove?”. L'assessore regionale alle Politiche della salute, Elena Gentile, respinge al mittente le accuse sul caso della giovane donna salernitana, incinta e malata di tumore, che aveva chiesto di poter essere operata con il 'Cyberknife' presso la clinica Mater Dei di Bari.

Nessuna "lungaggine burocratica", nessuna perdita di tempo nella concessione dell'autorizzazione, ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Gentile: la struttura gestita dalla Cbh non era in possesso dell'autorizzazione necessaria ad effettuare l'intervento, e perciò la Regione era tenuta a compiere tutte le verifiche e le valutazioni del caso prima di concederla. "Non abbiamo ceduto alla pressione mediatica - ha evidenziato Gentile - Abbiamo accolto l’invito a valutare e abbiamo invitato l’azienda Cbh a produrre la documentazione, perché tutto era senza collaudo. Chi si metterebbe alla guida di un’auto priva di collaudi per correre una gara?". Ma la documentazione fornita dalla Cbh, ha spiegato ancora l'assessore, non era sufficiente: "C’erano fotocopie di libri prive di autori, perfino c’erano dubbi sulle carte intestate". Il problema, ha sottolineato Gentile, è piuttosto un altro: perchè i medici avrebbero accettato il ricovero della giovane sapendo di non avere le autorizzazioni per l'intervento, anziché indirizzarla in una struttura già abilitata?

"Sono profondamente turbata, come madre, donna e medico - ha aggiunto poi gentile - su come è stata trattata da qualcuno la vicenda: non è consentito a nessuno strumentalizzare cose come queste per raccattare qualche consenso elettorale. Il fascicolo che abbiamo raccolto non finirà in qualche polveroso scaffale: la commissione nominata si riunirà ugualmente domani 24 e valuterà, chiedendo anche a Cbh il perchè abbia accettato una paziente così delicata senza avere le autorizzazioni".

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere Surico, che, nella veste di medico oncologo, ha descritto per sommi capi le varie tipologie di radioterapie. “Ce ne sono quattro: una è la ciber knife, robotizzata. Le altre ugualmente valide a seconda dei tumori e delle condizioni, sono la “gamma knife”, poi la radioterapia con acceleratore lineare e la adroterapia. La scelta della metodica avviene in base alle condizioni della paziente. Proprio la ciber knife - ha sottolineato Surico - espone di più il feto alle radiazioni: le linee guida americane vietano l’uso in gravidanza e sconsigliano di tentare gravidanze per uomini e donne dopo sei mesi dal trattamento. Proprio perché i fasci di radiazioni non hanno vie di uscita definite, al contrario delle altre radioterapie e possono colpire il feto. Le altre radioterapie non gestite da robot hanno luoghi di entrata e uscita di tipo circolare e dunque, individuabili”.

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