Cronaca

Minacce ai giocatori del Bari, la Procura indaga su diversi episodi: si punta alle immagini delle telecamere per individuare i responsabili

Oltre allo striscione con la testa di maiale ritrovato ieri davanti allo stadio, l'inchiesta condotta dalla pm Larissa Catella, riguarda almeno altri due episodi

Non solo lo striscione con la testa di maiale lasciato davanti allo stadio: sono almeno tre gli episodi di minacce ai giocatori del Bari su cui indaga la Procura di Bari, nell'inchiesta condotta dalla pm Larissa Catella. Riguardo l'ultimo episodio, Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato quali autori del gesto quattro persone, con cappucci e mascherine, che gli agenti della Digos stanno tentando di identificare.

La sera del 25 aprile, dopo la sconfitta a Torre del Greco, mentre il bus con a bordo la squadra tornava a Bari, in autostrada all'altezza di Modugno sono stati lanciati fumogeni accesi. II pullman in quel momento era scortato da Digos, Polizia stradale, personale in divisa e del reparto mobile, come disposto dal Questore che aveva ricevuto informazioni su un possibile assalto all'arrivo dei giocatori a Bari. I fumogeni accesi, che non hanno causato danni, avrebbero potuto mettere a rischio non soltanto l'incolumità di giocatori e agenti di scorta, ma anche degli automobilisti che in quel momento, intorno alle 23, transitavano su quel tratto di autostrada invaso dal fumo. La sera successiva, durante un sopralluogo, i poliziotti hanno trovato 7 tappi di fumogeni.

L'altro episodio risale alla sera del 24 aprile, quando sul cavalcavia della tangenziale di Bari all'altezza dell'uscita di Poggiofranco, è comparso un altro striscione di circa 40 metri con la scritta "Uniti e più forti di chi ci vuole morti", che gli investigatori ritengono rivolto alle forze dell'ordine per i Daspo in corso di esecuzione nei confronti di alcuni tifosi.

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