Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Fate schifo, morite", insulti omofobi sui social a una 18enne barese. La denuncia: "Questo accade ancora nel 2021"

La testimonianza della ragazza raccolta da Mixed lgbt: L’omofobia ha un volto, e forse chi giudica inutile il ddl Zan non ha la più pallida idea di quale questo volto possa essere". Le parole della ragazza: "E' bene che la gente sappia cosa subiamo ancora nel 2021"

"Morite, depravati", "Sai di essere una depravata schifosa lurida?", "Bruciate nei forni, bastardi", "Siete la feccia umana, depravati", "Se fossi gay mi sparerei un colpo in testa seduta stante". Una lunga sequela di minacce e insulti omofobi, terribili, vomitati attraverso i social. Una vera e propria persecuzione, andata avanti per giorni. A denunciare quanto subito è stata una 18enne barese, la cui vicenda è stata resa nota da Mixed lgbt, completa di screenshot dei messaggi ricevuti e delle registrazioni di alcune videochiamate.

"Un account anonimo - si legge sulla pagina di Mixed - l’ha presa di mira su Instagram e l’ha bersagliata di insulti e chiamate insistenti a tarda sera. Perché? Unicamente per farla sentire sbagliata a causa del suo orientamento sessuale. L’omofobia ha un volto, e forse chi giudica inutile il ddl Zan non ha la più pallida idea di quale questo volto possa essere".

"La decisione di denunciare - spiega la ragazza, le cui parole sono riportate da Mixed lgbt - deriva dalla necessità di far sentire meno soli tutti coloro che subiscono insulti omofobi. Io ho un bel rapporto con la mia famiglia, ma qualcun altro avrebbe reagito molto male  tutto questo odio: è bene che la gente sappia cosa subiamo ancora nel 2021".

La sua denuncia, infatti, arriva a pochi giorni della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (che si celebra il 17 maggio) e alla vigilia della manifestazione nazionale a favore del Ddl Zan contro le discriminazioni di genere che si terrà domani (l'appuntamento a Bari è alle ore 18 in largo Giannella con i manifestanti che si disporranno per formare "un arcobaleno umano"). "Il DDL Zan - scrivono i promotori della manifestazione - nasce dalle richieste portate avanti da ben trent’anni, e oggi abbiamo bisogno di molto di più: dobbiamo segnare un cambiamento sociale e culturale, per il rispetto e la tutela delle vite di ciascun?. In Puglia abbiamo bisogno di una legge regionale di contrasto all’omolesbobitransfobia, che fornisca gli strumenti adeguati al nostro territorio per il contrasto alla marginalità sociale delle persone LGBTQIA+, in particolare nel mondo del lavoro, della formazione e per l’accesso al welfare territoriale. Chiediamo la stabilizzazione del Day Hospital per i Disturbi dell’identità di genere del Policlinico di Bari, perché venga fornita assistenza sanitaria gratuita, continuativa e di qualità alle persone T, nonché l’attuazione della delibera AIFA per la distribuzione gratuita delle terapie ormonali sostitutive.
 

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