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"La malavita è una strada sbagliata": storia di 'Onivas', il nipote del boss che ha scelto la musica

Intervista al 21enne Savino Parisi, omonimo del capoclan Savinuccio Parisi, che nelle sue canzoni lancia un messaggio a favore della legalità: "La criminalità ti toglie solo anni di vita"

"Ho iniziato a fare musica per far capire al mondo che il cognome Parisi non ha solo una connotazione negativa". Ci tiene a rimarcarlo Savino Parisi, 21enne barese in procinto di avviare una carriera nel mondo della musica. E quel cognome, effettivamente, il suo peso ce l'ha: Savino è nipote di 'Savinuccio', il boss di Japigia destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione 'Do ut des', che scoperchiò un complesso sistema di controllo nei cantieri baresi, dove gli imprenditori erano costretti a versare una tangente al clan.

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Come nasce Onivas

Il punto di partenza è stata la scelta del nome d'arte. "Non potevo chiamarmi semplicemente Savino - spiega a Baritoday - perché a Bari tutti sanno chi è mio zio. Le colpe dei genitori non devono ricadere sui figli". Da qui la scelta di diventare 'Onivas', che è il suo nome al contrario. Una parola sicuramente più d'appeal, scelta insieme alla casa discografica 'Alba Agency Record' e forse il presagio di un cambiamento radicale rispetto a quel mondo che ha connotato una parte della sua famiglia.

"State lontani dalla malavita"

Un mondo che Savino ha toccato con mano per pochi mesi e poi ha deciso di lasciarsi alle spalle. "Ho capito che la malavita ti toglie solo anni della tua vita e non ti lascia niente - racconta - Ho scelto la musica, la mia alternativa alla strada" . Quella strada che Savino - figlio di Giuseppe, detto 'Mames', uno dei fratelli di Savinuccio, ritenuto essere il suo braccio destro - si è portato comunque dentro e che traspira dai suoi testi. Sin dal suo brano d'esordio, "O ball' re' creature", ma anche nel suo ultimo singolo "A' storià mia". Il messaggio lanciato dall'artista ai più giovani, attraverso i ritmi scatenati del trap napoletano è però carico di ottimismo: non farsi abbindolare dalle facili prospettive di guadagno della malavita. L'appartenenza a una famiglia così spesso citata nelle cronache locali è un fardello che si porta dietro chi prova a cercare una strada alternativa. Lo sa bene anche il cugino di Savino, Tommy Parisi, nome di punta della scena neomelodica pugliese, che lo scorso anno non si era potuto esibire durante il Carnevale Putignano a causa delle polemiche scatenate dal Comune e dall'organizzazione dell'evento.

Intanto Savino prosegue la sua avventura nel mondo della musica, da alcuni mesi diventato più che un hobby. "O ball' re' creature era nel cassetto da tanto tempo - spiega - Avevo condiviso anche con i miei genitori il desiderio di costruire una carriera in questo mondo, ma inizialmente non mi presero sul serio". Se l'occasione dovesse presentarsi, è pronto a fare le valigie e raggiungere Napoli, dove vorrebbe girare il videoclip del suo prossimo brano. "Ho scelto un genere che a Bari non è stato sperimentato. Vanno forti i ritmi neomelodici, ma nessuno li aveva uniti al rap". E se la sua carriera non dovesse andare come previsto, Savino ha già le idee chiare: "Mi troverò un lavoro, come ho fatto in passato, quando gestivo una bancarella al mercato di Japigia".

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