Cronaca

Il racconto di Mariella, la superstite del crollo di Barletta

Ha dell'incredibile il racconto dell'accaduto di Mariella, unica superstite del crollo di lunedì a Barletta. "Eravamo noi a chiedere di non essere regolarizzate ma Antonella aveva ragione quando diceva che l'edificio era pericolante"

Si chiama Mariella Fasanella l'unica donna in grado di raccontare l'incubo che lunedì a Barletta ha stroncato la vita di Matilde, Antonella, Tina e Giovanna, le quattro operaie che hanno perso la vita mentre lavoravano nel laboratorio in via Roma. Mariella era una loro collega e si trovava lì al momento del crollo: lei, rimasta sotto le macerie per più di dieci ore, è stata l'unica a rivedere la luce e può raccontare la sua storia. Dal suo letto del reparto di chirurgia dell'ospedale Dimiccoli Mariella, raggiunta dal Corriere della Sera, parla della vicenda e quello che ne scaturisce è qualcosa che ha dell'incredibile: a quanto pare, erano le donne a non voler essere regolarizzate. "Ricordo tutto - esordisce Mariella -. Si stava bene: Savio (titolare dell'azienda, n.d.r.) e sua moglie non sono degli sfruttatori. A giugno ci avevano anche messo la zanzariera alla finestra perché di sera ci riempivamo di punture. Loro aiutavano persone che avevano bisogno: in fondo eravamo tutte ragazze madri". Qui inizia il paradosso. Mariella, infatti, prosegue mostrando di non cavalcare l'idea di negatività portata in dote dal 'lavoro nero': "Eravamo noi a chiedere di non essere registrate. Ma cosa ne volete sapere, voi che venite da fuori? Per voi contano solo le regole... Ci davano 4 euro all’ora, è vero. Ma adesso non ho nemmeno quelli. E quando esco da qui devo cercarmi subito un altro lavoro, ho tre figli e l’affitto da pagare". Dopo il sussulto, però, Mariella torna a placarsi preda della rassegnazione e della tristezza scaturite, questa volta, dalla consapevolezza che qualcosa per evitare la tragedia si poteva fare. A quanto pare, infatti, una delle sue colleghe, Antonella, si era accorta qualche giorno prima del crollo che c'era qualcosa che non andava nell'edificio e, spaventata, lo riferì a Mariella. Lei, timorosa di perdere l'unica fonte di sostentamento, le rispose: "Ma che, vuoi farci perdere il lavoro?". Col senno di poi, Mariella tornerebbe indietro: "Ci ho pensato tanto, in queste ore. E sa cosa le dico? Aveva ragione lei".

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