Cronaca

Paziente tetraplegica per un ischemia non diagnosticata: a processo sei neurologi

L'assenza di una corretta diagnosi per oltre 24 ore provocò un aggravamento della giovane, una 24enne. A quattro anni dai fatti, ad aprile si andrà in aula

Per più di 24 ore nessun medico le diagnosticò l'ischemia cerebrale che l'aveva colpita, provocando un aggravamento della sua situazione fino a renderla paraplegica. Al contrario, si arrivò ad ipotizzare che i sintomi - mal di testa e difficoltà nella parola - fossero legati ad un colpo di calore o una crisi di panico.

A quattro anni dai fatti, avvenuti nell'estate 2015, andranno a processo i sei medici neurologi imputati per il caso della 24enne Patrizia Minerva.  

I sei professionisti sono accusati di concorso in lesioni personali colpose. Il processo ha prima subito un rinvio a causa prima del decreto di sospensione delle udienze dovuto per l'inagibilità del Palagiustizia, e ieri per un difetto di notifiche.

La prima udienza dinanzi al giudice monocratico Ambrogio Marrone è ora fissata al 16 aprile per la costituzione delle parti. Patrizia, oggi 28enne e madre di un bambino di 6 anni, sarà presente all’udienza in sedia a rotelle, assistita dal suo avvocato, Andrea Moreno. 

Nei giorni scorsi il pm Lanfranco Marazia ha disposto il sequestro di nuova documentazione sanitaria e pende anche un parallelo procedimento civile contro il Policlinico fissato per il 13 marzo, nel quale la difesa chiede un risarcimento danni pari a circa 4 milioni di euro.

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