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Auto, conti correnti e un appartamento: confiscati beni per 600mila euro a pregiudicato di Japigia

Nel mirino della Guardia di Finanza il patrimonio di un 53enne, con condanne per detenzione illegale di armi, furto, ricettazione, spaccio e traffico di droga. Nonostante i beni posseduti, l'uomo non aveva mai dichiarato redditi

Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, non aveva mai svolto alcuna attività lavorativa, e i suoi unici redditi censiti risultavano essere quelli percepiti dalla casa Circondariale di Bari - 45 euro nel 2011. Nonostante ciò, aveva nelle sue disponibilità un appartamento, un box auto, due autovetture e diversi rapporti bancari: beni del valore complessivo di oltre 600mila euro, già  sottoposti a sequestro il 22 dicembre 2014, per i quali è scattata oggi la confisca.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria - Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Bari hanno eseguito il provvedimento di confisca, nato da una proposta del Procuratore della Repubblica di Bari e disposto dal Tribunale di Bari – Sezione per le Misure di Prevenzione, nei confronti di Matteo Bombacigno, 53 anni, "considerato - spiega una nota della Finanza che dà notizia dell'operazione - 'socialmente pericoloso' nell’accezione del Codice antimafia, ovvero per la sua spiccata dedizione al crimine".

Il 53enne, con numerosi precedenti penali e di polizia a partire dagli anni ’90, è stato finora condannato - prosegue la nota - per detenzione illegale di armi, furto, ricettazione, spaccio di droga e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Coinvolto nell’operazione “Blue Moon” del 2008 per la sua vicinanza al clan Parisi, nell’ottobre 2012 è stato arrestato perché deteneva abusivamente una pistola semiautomatica calibro 7,65 (priva di matricola e con una cartuccia all'interno del caricatore) nella pizzeria intestata al coniuge.

Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle, basate su elementi acquisiti nelle indagini penali e sul confronto di informazioni estratte dalle diverse banche dati, hanno permesso di verificare la netta sproporzione tra i beni nella disponibilità del pregiudicato e la sua effettiva capacità economica.
 

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