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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Tangenti dagli imprenditori, Mario Lerario rimane in carcere: rigettata l'istanza per i domiciliari

La gip del Tribunale Anna Perrelli non ha accolto la richiesta dell'avvocato difensore di Lerario. L'ex dirigente della Protezione civile fu arrestato a fine dicembre con l'accusa di corruzione

Rigettata l'istanza di sostituzione della misura cautelare: resta in carcere - come riportato dall'Agenzia Ansa - Mario Lerario, ex dirigente della Protezione civile regionale pugliese, arrestato il 23 dicembre scorso con l'accusa di corruzione per aver intascato due tangenti da altrettanti imprenditori. La gip del Tribunale Anna Perrelli non ha accolto la richiesta del difensore di Lerario, l'avvocato Michele Laforgia, di trasferimento agli arresti domiciliari, motivata dalle dimissioni dell'ex dirigente della Protezione civile pugliese.

I due imprenditori che avrebbero dato a Lerario le tangenti (una di 20mila e l'altra di 10mila euro) sono dal 26 dicembre agli arresti domiciliari. Lerario, in cella per i due episodi corruttivi, è indagato con altre sette persone, un funzionario regionale e sei imprenditori, in una più ampia indagine della Procura di Bari sugli appalti della Protezione civile relativi all'emergenza Covid nella quale il procuratore Roberto Rossi e l'aggiunto Alessio Coccioli ipotizzano i reati di corruzione, turbativa d'asta e falso.

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