La nuova responsabilità sanitaria in un convegno, in piazza, aperto a tutta la cittadinanza

Il tema al centro di un convegno in Piazza Leone a Bitritto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Nel corso della tavola rotonda, conclusasi nella serata di ieri mercoledì 9 settembre in Piazza Leone a Bitritto, l’Avv. Paolo Iannone (Giurista esperto della materia, autore di diversi libri sul tema, di cui uno degli ultimi presentato alla Camera dei Deputati) e il Prof. Francesco Albergo (Docente di Risk Management e Controllo Aziende Sanitarie presso l’Università LUM Jean Monnet) si sono confrontati sul tema della nuova responsabilità medica dopo la riforma Gelli-Bianco anche di fonte all’attuale emergenza sanitaria determinata dalla diffusione della patologia CoVid-19 tra la popolazione mondiale con la dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS). Dopo i saluti iniziali dell’Avv. Sabino Paparella (Presidente del Consiglio Comunale di Bitritto) e dell’Avv. Giovanni Stefanì (Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari), l’evento formativo è stato moderato dall’Avv. Flavio Luigi Romito (Presidente Movimento Forense Bari), con apertura dei lavori e introduzione dei primi quesiti posti ai relatori, dal controllo del rischio clinico al prospettato emendamento al decreto Cura Italia conclusosi con la mancata introduzione dello “scudo penale” in ambito sanitario. Durante il dibattito, i relatori hanno posto l’accento sulla difficile compatibilità tra le linee guida e il consenso informato nell’ambito dell’accettazione del trattamento terapeutico – il tutto arricchito dalla mancanza dei decreti attuativi in materia – ove non è mancata la disquisizione sulla teoria innovativa dell’Avv. Paolo Iannone che sta scuotendo e rivoluzionando l’ambiente giuridico. Ed infatti, la teoria del giovane giurista barese, Paolo Iannone, ovvero della responsabilità contrattuale applicabile alla sottoscrizione del consenso informato quale dichiarazione di volontà e non dichiarazione di scienza tra le parti, sta alimentato il dibattito tra gli studiosi, laddove l’eventuale recepimento di questo nuovo inquadramento giuridico, da parte degli ermellini, potrebbe dare la scossa definitiva ad una nuova riforma di settore. Al riguardo, l’affascinante teoria con la sua prospettata via di fuga dalla responsabilità extracontrattuale disegnata dal legislatore potrebbe aprire nuovi ed interessanti scenari in materia.

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