Barre d'amianto e proiettili esplosi: il lato del Parco di Lama Balice che non vorremmo vedere

La segnalazione di Giuseppe Catalano, che in più occasioni ha fotografato irregolarità nell'area verde nel nord Barese. I resti edili sono stati ritrovati nello spazio al confine tra il territorio di Bari e quello di Bitonto

Resti di proiettili da fucile esplosi, copertoni ammassati, lavandini in ceramica lasciati tra terriccio ed erba. E soprattutto lamiere, che riportano alla mente l'incubo dell'amianto vissuto a Bari con l'ex Fibronit. È il lato che non vorremmo vedere di uno dei più grandi tesori naturalistici nel Barese: il Parco regionale di Lama Balice.

Amiato nell'erba

A segnalare la presenza delle tante lamiere abbandonate, è Giuseppe Catalano, cittadino che ha a cuore le sorti del parco nel nord Barese, tanto da avere spesso fotografato - e denunciato - le irregolarità. Ora, con la presenza dell'amianto, oltre al rischio inquinante, si aggiunge anche la paura per la salute: "Ho trovato le lamiere in un'area al confine tra Bari e Bitonto" spiega a BariToday, assicurando che nei prossimi giorni farà formale denuncia del ritrovamento. Un'area che finora non aveva mai controllato, ma che ha riservato non poche (sgradevoli sorprese): decine e decine i rifiuti - anche ingombranti - ammassati tra arredi, resti di plastica e vetro, montagnole di copertoni, che trasformano il Parco in un'enorme discarica abusiva. Con il rischio che qualcuno dia loro fuoco, liberando nell'area fumi evidentemente tossici.

Per le lamiere in amianto, invece, basterà l'azione del tempo: sgretolandosi rilasceranno polvere nell'aria pericolosissima per la salute, che potrebbe provocare tumori come è avvenuto per tanti lavoratori della Fibronit .

Il pericolo della caccia

Sono sempre le foto di Catalano a mostrarci altri profili di irregolarità che è possibile trovare nel parco naturale. Nella stessa area delle discariche di rifiuti, sono stati lasciati a terra bossoli di fucile, di quelli utilizzati per cacciare gli animali di grosse dimensioni. Uno su tutti, il cinghiale, che tanti problemi sta creando anche nei quartieri al confine con il parco, come il San Paolo.

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"Le cartucce ritrovate sono state esplose relativamente di recente - aggiunge - forse da qualche settimana. Simbolo di attività venatorie illegali in una riserva dove è vietato qualsiasi tipo di attività, sport , che procuri danni irreversibili sia alla flora che alla fauna". E vista l'estensione del parco (504 ettari, tutti compresi nell'area metropolitana di Bari) è anche difficile riuscire a beccare i cacciatori di frodo - o chi scarica illegamente rifiuti pericolosi - sul fatto.

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