I lavori nel Monastero di Casamassima 'salvaguardano' il falco grillaio: "Attendiamo che emigri per cominciare"

Il restauro era stato fortemente criticato dalle associazioni animaliste perché all'interno nidifica la specie protetta. Arrivata l'intesa con il Comune

Monastero Santa Chiara

Alla fine a Casamassima ha vinto la natura. O per meglio dire il falco grillaio, specie protetta che ormai abitualmente nidifica all'interno delle strutture realizzate dall'uomo, come il Monastero di Santa Chiara, immobile risalente al 1573, dove sono necessari interventi di ristrutturazione. Lavori che saranno realizzati ad agosto, proprio per attendere la migrazione verso l'Africa dell'esemplare.

I lavori contestati

Fino ad oggi, infatti, erano stati effettuati gli interventi al piano terra dell'antica struttura a Casamassima; il problema è sorto quando dovevano partire gli interventi al primo e al secondo piano, dove appunto erano presenti i nidi di grillaio. Caso su cui le associazioni ambientaliste (Enpa, Lipu e Lav) hanno dato battaglia, affinché non si mettesse in pericolo la specie protetta, segnalata all'interno del monastero già dal 2010 e confermato dai volontari nel 2015, quando fu programmata la ristrutturazione del Monastero. Da allora i rappresentanti delle associazioni hanno denunciato un sostanziale silenzio ("Tante rassicurazioni ma nessun atto concreto" spiegavano a fine maggio), fino a venerdì scorso, quando si è avuto un incontro in Comune tra il sindaco, Giuseppe Nitti, il suo vice e assessore ai lavori pubblici, Anna Maria Latrofa, il responsabile del servizio tecnico comunale, Nicola Ronchi, la coordinatrice regionale Enpa Puglia con delega alla Lav, Daniela Fanelli, la rappresentante di Enpa Bari, Teresa Schiavone e le volontarie della sezione Lipu di Casamassima, Rina Addabbo e Maya Massari.

Quando riprenderanno i lavori

Dal tavolo si è arrivati a un compromesso: i lavori meno invasivi dell'immobile ripartiranno il 25 agosto, ovvero dopo la migrazione dell'esemplare protetto e proseguiranno finché il falco non sarà tornato (normalmente nel periodo di marzo), in cui si spera di completare gli interventi tra primo e secondo piano dell'immobile. I lavori consentiranno il recupero di una parte dell’ex monastero: saranno tra le altre cose ricostruite le parti dell’immobile che sono nel tempo state oggetto di crolli, eseguiti interventi di adeguamento statico – sismico, abbattute le barriere architettoniche. Queste stesse opere sono state finanziate dal Ministero per lo sviluppo economico, con lavori per 684.697 euro. Altri interventi, che non hanno creato alcun pericolo per il falco grillaio, sono in fase di ultimazione anche al piano terra dell’ex monastero.

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"Non potevamo rimanere insensibili di fronte a questo - spiega il sindaco Nitti - tant’è vero che ci siamo subito adoperati per conciliare il diritto di questa specie a nidificare senza che le fosse arrecato danno, con l’esigenza di salvaguardare l’ex monastero, un immobile risalente al 1573, dall’altissimo valore storico, artistico e culturale. Mossi dalla volontà comune di proteggere questo bellissimo migratore che raggiunge Casamassima a primavera, per poi far ritorno in Africa verso fine estate, ma allo stesso tempo dalla consapevolezza che sia necessario recuperare il vecchio monastero, abbiamo optato per questa soluzione".

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