Ceglie, il cantiere per piazza Diaz svela un ambiente sotterraneo: Comune e Soprintendenza al lavoro

Si tratta di una cisterna, che potrebbe però avere un'origine diversa, come suggerisce la presenza di un rilievo. Nei prossimi giorni un team di archeologi e restauratori scenderà all'interno della struttura per valutazioni più approfondite

La struttura sotterranea svelata dal cedimento della pavimentazione

Una cisterna per la raccolta dell'acqua, utilizzata di certo fino in tempi relativamente recenti. Ma probabilmente anche qualcosa di più: un ipogeo, una struttura più antica, con un'origine diversa, come sembra suggerire la presenza, su una delle pareti, di un rilievo raffigurante due angeli e una corona d'alloro, e che potrebbe rivelarsi di interesse storico e archeologico. A poche settimane dall'avvio dei lavori, partiti lo scorso 21 maggio, il cantiere per il rifacimento di piazza Diaz, a Ceglie del Campo, riserva una sorpresa. Da qualche giorno, infatti, gli interventi sono stati sospesi a causa di un'inaspettata scoperta: il cedimento della pavimentazione in un punto della piazza ha svelato l'esistenza di un ambiente sotterraneo, con una volta in tufo.

In mattinata tecnici del Comune con l'assessore ai Lavori pubblici Galasso e il soprintendente Luigi La Rocca, hanno effettuato un sopralluogo nel cantiere, insieme al presidente uscente del IV Municipio, Nicola Acquaviva, alla neoeletta presidente, Grazia Albergo, e a Giuseppe Laricchia, presidente dell'associazione Kailìa, da tempo in prima linea per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio e tra i primi a segnalare il significativo ritrovamento di piazza Diaz.

Il primo obiettivo, al momento, è quello di mettere in sicurezza l'apertura per consentire nei prossimi giorni agli esperti della Soprintendenza di scendere nel vano sotterraneo, per valutare meglio le caratteristiche dell'ambiente e di conseguenza la portata della scoperta. 

Sarà necessario aspettare questo secondo sopralluogo per valutazioni più approfondite, ma quanto svelato alla vista dalla voragine che si è aperta in questi giorni sembra suggerire già qualche ipotesi. "Sulla base di quello che si può vedere e nelle more della possibilità di esaminare da vicino la situazione - spiega a BariToday il soprintendente Luigi La Rocca - sembreremmo trovarci di fronte a dei vani ipogei, certamente utilizzati fino in tempi abbastanza recenti come cisterna d'acqua, come sembra indicare l'intonaco idraulico che riveste tutte le pareti. Però è molto probabile che una parte di questo vano ipogeo sia più antico e che abbia avuto utilizzi diversi, come indica la presenza di rilievi sulle murature e anche la tipologia diversa dal resto del complesso. La prossima settimana sarà organizzata la possibilità di fare un sopralluogo con i tecnici della Soprintendenza, archeologi e restauratori. Cercheremo di capirne di più in modo da prevedere insieme all'amministrazione comunale come andare avanti".

"Il lavoro non si ferma - dichiara l'assessore Galasso - ma si adatterà alle eventuali indicazioni che la natura dei luoghi e l'importanza dei rilevamenti suggeriranno di fare per il tramite della Soprintendenza. Non è un cantiere che si è bloccato, è un cantiere che si adatterà. Se occorrerà mettere un euro in più per coprire una lavorazione non prevista avremo cura di redigere una perizia e di stanziare quanto necessario e andremo comunque avanti".

Intanto, a partire da ieri, gli operai sono tornati al lavoro nel cantiere, nella parte non interessata dal ritrovamento, per ripulire l'area dai detriti e procedere alla catalogazione delle basole rimosse nei giorni scorsi, che secondo il progetto del Comune saranno riutilizzate per la pavimentazione della nuova piazza.

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