Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Decessi per legionella, sequestrati due padiglioni del Policlinico di Bari

Sigilli dei Nas ai padiglioni Chini e Asclepios (concessa la facoltà d'uso): l'inchiesta relativa al decesso di quattro pazienti, tra il 2018 e il 2020. Indagati cinque dirigenti, tra cui il dg Giovanni Migliore

Due padiglioni del Policlinico di Bari sono stati sequestrati questa mattina, con facoltà d'uso, dai carabinieri dei Nas, perché "infetti da batteri di legionella". La notizia è riportata dall'Ansa, che spiega come il provvedimento di sequestro preventivo sia stato disposto dalla Procura nell'ambito di un'indagine sulla morte di quattro pazienti - deceduti tra il 2018 e il 2020 - che sarebbe avvenuta dopo aver contratto il batterio. Le strutture sequestrate sono i padiglioni Chini e Asclepios.

Nell'inchiesta - riporta sempre Ansa - sono indagati cinque dirigenti del Policlinico, tra cui il direttore generale Giovanni Migliore, per  i reati di omissione di atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro delitto. In particolare, secondo l'inchiesta, dopo il primo decesso causato da una infezione da legionellosi nel giugno 2018, i dirigenti del Policlinico non avrebbero adottato "alcuna misura di controllo e bonifica per l'eliminazione del batterio, la cui presenza era stata accertata", già all'epoca, "nell'acqua prelevata dai rubinetti del reparto di Medicina interna Frugoni", nel padiglione Chini dove il paziente era stato ricoverato dal 5 al 15 maggio 2018.

La nota del Policlinico

"La direzione aziendale del Policlinico di Bari confida nel lavoro di approfondimento della magistratura, convinta di poter dimostrare la correttezza del proprio operato" è la replica arrivata dal Policlinico.

Lopalco: "Seguiamo con interesse il caso"

Sul tema è intervenuto nel pomeriggio l’assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco. "La Regione Puglia segue con grande attenzione le indagini della Procura della Repubblica di Bari - spiega - e le azioni  che la direzione strategica del Policlinico di Bari ha posto in essere per abbattere la contaminazione da legionella dal sistema idrico di alcune cliniche. La Regione ha interesse all’accertamento della verità dei fatti, fermo restando il diritto degli indagati di esercitare la propria difesa e quello della Procura di svolgere il proprio compito di accertamento dei fatti anche in nome delle persone che hanno perso la vita e dei loro cari". In particolare, come ricordano dalla Regione, in questo momento di emergenza sanitaria,"preme di non perdere la disponibilità di risorse fondamentali come i padiglioni “Chini” e “Asclepios”, in quanto essenziali per la tenuta della rete ospedaliera Covid e non Covid. E si aggiunga inoltre la preoccupazione per la conseguente disarticolazione della direzione strategica del più importante ospedale della Puglia. Attendiamo dalla Procura ogni indicazione necessaria per mantenere la facoltà d’uso dei reparti ospedalieri sequestrati e siamo disponibili per ogni intervento necessario ad assicurare la continuità assistenziale".


 

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