Sì alla legge sulla legittima difesa, Emiliano: "Solo marketing politico. Armi non servono a evitare i furti"

Il governatore pugliese è intervenuto sull'approvazione della norma: "Mi auguro che i giudici riescano a mantenere ferma la barra e che questa legge non sia un incentivo a dotarsi di un'arma"

"E' un immenso meccanismo di marketing politico. Mi auguro che i giudici riescano a mantenere ferma la barra e che questa legge non sia un incentivo a dotarsi di un'arma pensando che serva ad evitare i furti". A parlare è il governatore della Puglia, Michele Emiliano, commentando il via libera definitivo del Senato al testo sulla 'legittima difesa'. Intervistato dai cronisti a margine della presentazione davanti ai cancelli dell'ex Fibronit della lista politica Dep per le Comunali di Bari, Emiliano ha parlato della sua esperienza da magistrato: "Ho applicato - ha dichiarato l'articolo 54 del codice penale un sacco di volte e non ci sono stati mai problemi operativi. Certo che se il ladro scappa, scavalca il numero di cinta e viene colpito dal proprietario che gli spara contro, questa non è legittima difesa". Per Emiliano la legge "è una stupidaggine gigantesca. Le armi si dovrebbero detenere in casi eccezionali. Avere un'arma addosso non serve a niente". 

Sulla nuova norma si è espresso anche il sindaco Antonio Decaro, presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani: "E' uno di quei temi di coscienza personale - ha affermato - su cui non c'è una posizione univoca degli 8mila sindaci del nostro Paese. Hanno posizioni diverse perchè hanno un'impronta politica e ideologica diversa, tra di loro. Sono preoccupato a livello nazionale come sindaco di Bari non come presidente dell'Anci".

La replica della Lega

A Emiliano ha replicato la deputata barese della Lega, Anna Rita Tateo: "Dare agli italiani la possibilità di difendersi dai criminali in casa propria è semplicemente buonsenso, l’allarmismo di Emiliano è immotivato e soprattutto ingiustificato. La riforma della legittima difesa - prosegue Tateo - non invita gli italiani a comprare armi né dà licenza di uccidere, semplicemente chiarisce un concetto: la vittima ha diritto di essere tutelata dal criminale che ha cercato di derubarla. Emiliano che parla di escalation di violenze probabilmente ignora i vari casi di rapine violente che diversi cittadini hanno dovuto subire, per poi subire l’onta di vedere il proprio aguzzino o suoi parenti chiedere un risarcimento del danno. Con questa riforma c'è finalmente una norma chiara che garantisce tutela alle vittime e non lascia spazio a sconti per i criminali e i delinquenti” conclude Tateo.

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