Emergenza Palagiustizia, il procuratore contro il trasferimento in via Brigata: "Poco spazio per archivio e magistrati"

In una nota Giuseppe Volpe osteggia la decisione del Ministero a pochi giorni dalla scadenza del termine previsto per lo sgombero dell'edificio in via Nazariantz, da mesi non più agibile

"Non è stata data dagli Organi competenti soluzione al problema della idonea collocazione dell'Ufficio". Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe torna a bacchettare il Ministero sul tema dell'edilizia giudiziaria con una nota, diffusa in seguito alla riunione odierna dell'Assemblea dei magistrati sul tema. Preoccupazioni che fanno seguito a quelle già espresse dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, pochi giorni fa, in vista dell'ormai imminente scadenza (30 agosto) del termine ultimo per lo sgombero del Palagiustizia di via Nazariantz.

Le problematiche riscontrate

Alla Procura, come già affermato in precedenza, non va bene la soluzione del trasferimento nell'immobile di via Brigata Regina, che insieme alla sede distaccata di Modugno dovrà garantire il regolare svolgimento dei processi. I motivi sono spiegati direttamente nella nota:

Le minime dimensioni di tale edificio consentiranno solo il trasferimento solo degli uffici centralizzati (ricezione di notizie di reato, ufficio esecuzione, ecc.) e di pochi magistrati che comunque saranno collocati, addirittura, in tre o quattro unità in stanze di circa 20 mq, in violazione sia delle norme sulla sicurezza e dignità del lavoro sia della riservatezza delle indagini.

L'immobile è infatti grande circa 1050 mq, a fronte dei 4800 del vecchio Palagiustizia nel rione Libertà. Riduzione di ampiezza che permetterebbe - specifica il procuratore - solo a un terzo dei magistrati di operare, "peraltro privi delle rispettive segreterie che verrebbero accorpate in unità centralizzate con funzioni estremamente ridotte". Problematica che va a inficiare anche l'archivio dei fascicoli, che per Volpe vedrebbe una riduzione di spazio del 90 per cento.

"Troviamo una soluzione"

In sintesi nella nota si torna a spiegare quanto già indicato in precedenza: le funzioni istituzionali della Procura barese (la sesta in Italia) sarebbero seriamente compromesse con il trasferimento indicato. E' rimasta finora inascoltata anche la richiesta alla direzione regionale dell'Inail (proprietaria dell'immobile di via Nazariantz) la necessità di attivarsi per chiedere una proroga dei termini dello sgombero, in attesa di una soluzione più idonea per la giustizia barese.

Soluzione che ora Volpe torna a chiedere con estrema urgenza, "al fine - conclude nella nota - di assicurare il servizio Giustizia e il perseguimento dei reati del territorio".

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