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Libertà, i cittadini incontrano la Commissione parlamentare Periferie: "Poca sicurezza e problemi quotidiani"

Una delegazione del Comitato Scipione Crisanzio ha invitato deputati e senatori a visitare alcune strade del quartiere, assieme al sindaco e ai rappresentanti comunali: "Situazione complicata. Serve rilancio vero"

"Il Libertà vive in una situazione complicata. Serve un vero e proprio piano di riqualificazione per mettere in sicurezza il territorio". A chiedere interventi, è il Comitato Scipione Crisanzio, dop la visita di ieri, nel quartiere, della Commissione Parlamentare sulle Periferie, i cui componenti hanno girato in numerosi quartieri di Bari per valutarne lo stato di vivibilità e le iniziative sociali messe in campo. Giunti all'Oratorio del Redentore, i rappresentanti parlamentari sono stati avvicinati dal Comitato invitando loro a girare per alcune strade del rione assieme alla delegazione comunale nella quale era presente anche il sindaco Antonio Decaro: "Inizialmente - spiega Letizia Liberatore, presidente del Comitato - avrebbero dovuto visionare l'oratorio, il giardino 'Bucci' e il centro Area 51. Li abbiamo invitati a vedere anche le zone limitrofe".

"Per questo - afferma - li abbiamo portati in via Trevisani, via Libertà e via Nicolai. Sono rimasti colpiti dalle strutture e dagli edifici presenti, belli, storici ma in completo degrado. Abbiamo esposto loro i problemi quotidiani che siamo costretti ad affrontare come l'alto tasso di delinquenza giovanile e di criminalità, le difficoltà nell'integrazione con gli extracomunitari, superabili con un concreto rilancio della zona". I residenti vorrebbero si cominciasse da alcuni storici 'asset' al momento in disuso o poco utilizzato: "Contenitori come la Manifattura Tabacchi e l'istituto Nautico - aggiunge Liberatore - potrebbero servire a creare attività e occupazione, soprattutto per i giovani, investendo magari sul turismo, visto che Bari è una città meta di visitatori".

Al momento, però, la situazione non è delle migliori: "Sempre più commercianti - prosegue Liberatore - decidono di chiudere perché vittime di rapine e furti. Molti non denunciano neanche più nulla. La questione è come uscire da tutto ciò. Serve una sinergia tra tutti gli attori istituzionali e presenti sul territorio. Mi viene in mente l'impegno quotidiano, ad esempio, di tutte le parrocchie che, giorno dopo giorno, forniscono un importante contributo dal punto di vista sociale". Una vera riqualificazione, conclude Liberatore, non avviene "chiudendo solo al traffico le aree, come avvenuto in via Martiri d'Otranto, dove c'è molto degrado. Non servono progetti solo sulla carta e al momento non concretizzati. Bisogna riqualificare i contenitori e mettere in sicurezza un territorio".

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