Giornalista aggredita al Libertà, i residenti: "L'attenzione sul quartiere ci sia sempre e per tutti"

Il Comitato di quartiere dopo quanto accaduto nel rione: "Il sit-in? Sì alla ferma condanna della violenza, ma i residenti sono stanchi di proclami e promesse elettorali"

"Ci sarebbe tanto da dire, ma preferiamo il silenzio. Oggi ascoltiamo le promesse messe in campo in questo momento, sia quelle elettorali, sia quelle garantite da parte di Prefettura, Questura, magistratura, poi saremo pronti a giudicare. Non dovrà accadere come le altre volte, in cui prima c'è stata l'attenzione mediatica e dell'amministrazione, e poi subito dopo tre giorni il buio e il silenzio". Dopo l'aggressione alla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola, e il sit-in organizzato ieri da Libera e altre associazioni al Redentore, a parlare, è il 'Comitato cittadini attivi del Libertà'. Da sempre in prima linea nel denunciare i problemi del quartiere, il comitato chiede però che l'attenzione sul Libertà rimanga costante, e non limitata a singoli episodi.

"Noi viviamo in questo quartiere - proseguono - e nessuno deve considerare le persone di serie A e serie B. La violenza va condannata sempre: deve avere la stessa importanza, la stessa eco, sia un senzatetto aggredito giornalmente che un giornalista. Non ci devono essere trattamenti diversi". 

Ma il 'Comitato cittadini attivi del Libertà' chiarisce anche la sua posizione circa la"La volontà dei cittadini era non partecipare: quella manifestazione non è stata sentita come una presa di posizione contro la violenza o l'illegalità, i cittadini non hanno creduto in questo. Questo non significa non prendere le distanze da ciò che è accaduto. Ma ricordiamo tutte quelle volte che le persone hanno subito, davvero tanto, e nessuno le ha dato voce, nessuno ha preso in seria considerazione quelle richieste di aiuto. La nostra non è solo sterile opposizione all'amministrazione, noi facciamo ben altro sul territorio, siamo presenti e ci rimbocchiamo le maniche".
 

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