Ex Manifattura, l'allarme dei commercianti: "Qui chiudono tutti"

La struttura che ospita il mercato di via Nicolai al quartiere Libertà è aperta da 13 anni ma sta subendo la fuga di molti operatori. Non piace la scarsa attenzione del Comune. E la crisi ci mette lo zampino

"Il degrado, ormai, non è più controllabile. Così la gente scappa via di qui", e la dimostrazione arriva dal fatto che "sempre più box sono abbandonati". Le parole sono quelle di un venditore del mercato di via Nicolai, trasferito, solo 13 anni fa, all'interno dell'ex Manifattura Tabacchi, struttura "lasciata all'incuria dove piccoli insetti si aggirano indisturbati mentre a farne le spese sono sempre più i commercianti". La sua voce, che in alcuni momenti si interrompe, è seria. Rilancia: "Ci hanno lasciati a noi stessi. All'amministrazione non interessa se noi lavoriamo o meno. A loro non importa nulla".

Molti box sono chiusi. Il giardinetto centrale è 'arredato' con arbusti alti, buste e cartoni accatastati negli angoli. L'edificio è oggettivamente fatiscente con umidità, ragnatele e mura sporche. Anche la pavimentazione 'si difende bene' in questa classifica al ribasso: in alcuni punti mancano le mattonelle e i passanti potrebbero inciampare. Ma la cosa peggiore è che gli operatori fuggono via. E se i clienti si spostano per seguire il proprio rivenditore di fiducia, "qui non viene più nessuno - dicono - e quando in una zona ci sono più chioschi chiusi, allora anche quelli aperti avvertono e subiscono la fuga".
Tredici anni "non sono un'eternità. Avrebbero dovuto tenere meglio la struttura", commentano ancora altri commercianti che, però, forse non sanno che l'edificio ha diversi proprietari, dal Comune (che possiede 18mila metri quadri su due piani tra mercato coperto, scoperto, giardino e parcheggi) all'Università di Bari (29mila metri quadrati su tre livelli), passando per i Monopoli di Stato (3.200 mq tra l'ala di via Crisanzio e l'ex Arena Giardino). E questo potrebbe essere un fattore che ne ritarda possibili ristrutturazioni, senza dimenticare che, sorto agli albori del Novecento, è un edificio vincolato per il 'grande pregio architettonico'.

Il punto è che per risanare la situazione dell'ex Manifattura Tabacchi "ci vorrebbe veramente un miracolo", irrompe una signora che espone frutta sulla sua bancarella. E il rilancio ci sarebbe anche potuto essere se solo un progetto presentato in Giunta qualche tempo fa dall'ex assessore al Patrimonio, Gennaro Palmiotti (tra i vari punti, l’affidamento a canoni agevolati - ridotti dell’80% - di alcuni box vuoti del mercato per fini socio-culturali), fosse andato avanti. E invece pare che il problema di tutta questa storia stia proprio a monte, al 1999, quando l'allora amministrazione comunale decise di collocare il mercato di via Nicolai nella struttura dell'omonima strada: "Non ci dovevano portare qui - continua ancora la signora -. Stavamo meglio per strada. Nel mercato la pulizia è abbastanza superficiale".

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E se da una parte c'è una pulizia superficiale, dall'altra c'è desolazione. L'area esterna dei banconi del pesce ha più box chiusi che aperti. L'offerta è ridotta; i clienti sono diminuiti: l'uno è la conseguenza dell'altro visti i tempi. Ma il titolare di una delle poche pescherie conclude: "Non sappiamo più che fare. Svendiamo spesso, ma c'è sempre qualcuno di noi che getta la spugna e chiude definitivamente. E' difficile, davvero".
 

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