Liceo Scacchi occupato, stop a lezioni e colloqui. Il preside: "Atto illegale che danneggia tutti"

Il dirigente scolastico annuncia la sospensione delle attività e tuona contro l'iniziativa "di un gruppo di studenti", "unilaterale e nemmeno condivisa da tutti i rappresentanti", e auspica "una reazione collettiva" contro il gesto

Niente lezioni e colloqui con i genitori nella sede centrale del liceo Scacchi, a causa dell'occupazione da parte di un gruppo di studenti. Un "grave atto illegale", lo definisce il dirigente scolastico, Giovanni Magistrale, che in una lettera aperta rivolta a famiglie e studenti, pubblicata sul sito della scuola, dà notizia di quanto accaduto e sollecita "una reazione collettiva" contro il gesto.

"Stanotte - si legge nella lettera - un gruppo di studenti ha occupato il Liceo Scacchi. Ancora una volta, giorni di lezione e  attività didattiche di ogni tipo  saranno bruciati sull’altare di un rito che si ripete, noiosamente ma dannosamente, da anni, nel periodo  prenatalizio. Da un documento consegnato solo oggi al preside si desume che le ragioni della protesta riguardano essenzialmente l’alternanza scuola - lavoro. Inutile ripetere che  anche  noi  abbiamo espresso  in  varie  sedi,  da  ultimo direttamente al  ministro, le nostre riserve  sui  modi  e  i  tempi  di  questa  riforma  e  sull’obbligatorietà della stessa per i licei. Abbiamo cercato di limitare i danni, sforzandoci di costruire un’offerta qualificata di percorsi di alternanza e di dare qualche possibilità di scelta agli studenti tra i vari percorsi, accogliendo anche  loro  proposte  e  valorizzando  attività  e  progetti  svolti  per  scelta. Permangono limiti e problemi, che ci impegniamo quotidianamente a superare e risolvere con la collaborazione di tutti. Ma non è lecito, mentre si sostiene che l'alternanza ha sottratto tempo alla didattica (come dice il documento degli occupanti), fare poi una occupazione che sottrae alla didattica altri giorni preziosi". 

"L’occupazione - prosegue Magistrale - si configura pertanto come un atto unilaterale che rompe un consolidato rapporto di fiducia con i rappresentanti di istituto,  nei confronti dei quali il  dialogo è sempre stato aperto e la disponibilità alle iniziative proposte è sempre stata massima. L’occupazione di una scuola è un atto illegale, perché configura il reato di interruzione di pubblico servizio. Essa impedisce infatti ai docenti e al personale non docente di prestare la loro opera e agli studenti che vogliono fare lezione di fruire dell’attività didattica. Come tale, è perseguibile d’ufficio dall’autorità  giudiziaria, con  conseguenze  anche  penali. E’ bene  che  tutti, dai genitori agli studenti, soprattutto minorenni, ne siano consapevoli. Con l’occupazione, questa settimana salteranno, oltre alle ore curriculari di tutte le materie, le seguenti attività: i colloqui pomeridiani con i genitori (che difficilmente potranno  essere recuperati nel corso del I quadrimestre), le simulazioni di terza prova per varie classi quinte, le attività di orientamento universitario, i corsi di ECDL, varie   attività   progettuali, 
molte ore di lezioni CLIL (insegnamento  di  una  materia  in  inglese  con  esperti  madrelingua  appositamente  reclutati). Una grave perdita didattica, senza alcun beneficio in contropartita".

"Occorre che finalmente - scrive ancora Magistrale - sorga da tutti noi una reazione decisa contro questo sequestro della scuola: occorre che i genitori reagiscano,  che reagiscano gli studenti che vogliono  studiare, che reagisca l’opinione pubblica e che ciascuno si assuma le sue responsabilità, senza atteggiamenti compiacenti e demagogici. Nessuno vuole impedire che si esprimano opinioni,  proteste, dissensi.  Quel che non  si  capisce  è  perché  per tali proteste  non  possano  bastare le assemblee che si svolgono mensilmente,  i  cortei  e  le  manifestazioni  pubbliche  che  pure  ricorrono  frequentemente; perché, se queste non bastano, non si convocano iniziative pomeridiane che non interrompano le lezioni, ma  tutto  si  svolge  sempre  con  iniziative  mattutine  a  buon  mercato? Forse perché  potrebbero andar deserte? Quale credibilità ha chi grida contro le politiche che penalizzano la scuola pubblica, mentre egli stesso contribuisce a mandarla in malora con queste imprese? Spero che si  facciano sentire  tutte  le  componenti  della  scuola, che si apra una riflessione collettiva sulla legittimità e l’efficacia delle forme della protesta e per riaffermare il senso di quel grande bene comune che è la scuola".

Le attività didattiche, dunque, nella sede centrale restano sospese "fino a nuova comunicazione". Risulta invece "agibile" e non interessata dall'occupazione la sede distaccata del Pitagora, in cui domani, giovedì 14, le lezioni si terranno regolarmente.
 

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