Lo scrittore Carmine Mangone a Bari con un wokshop e un reading

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Presso il Teatr’Atelier di Bari (via Gorizia 24, quartiere Madonnella), sabato 24 ottobre, il poeta e performer Carmine Mangone proporrà due eventi strettamente legati tra loro. Nel pomeriggio (h.15:00-19:00), l’autore salernitano terrà un workshop di quattro ore dedicato a tutti gli amanti delle parole, dal titolo: "Inscenare la scrittura. Idee e tecniche per un’opera efficace". L’obiettivo dichiarato è trasmettere saperi semplici e immediati per tutte le esigenze odierne di scrittura. Evidentemente, i dispositivi tecnologici mobili (smartphone, tablet e simili), nonché l’avvento delle reti digitali e del self-publishing, stanno rivoluzionando lo scrivere e la circolazione dei testi. Questa “rivoluzione” epocale non dev’essere vista però come l’avvento di un marasma informe e nel quale inevitabilmente ci si perde, bensì come una grande opportunità, soprattutto per chi ama la scrittura creativa. In serata (h.21:00), Mangone presenterà invece il suo nuovo libro, "Infilare una mano tra le gambe del destino", di imminente pubblicazione anche in Francia, con un reading-fiume che cercherà di sintetizzare gioiosamente venticinque anni di poesia, amore carnale e anarchia. Il workshop prevede un contributo di 20 euro. La partecipazione al reading serale è gratuitta. Entrambi gli appuntamenti sono riservati a un massimo di 20 persone. È consigliata la prenotazione ai seguenti contatti: notterrantecompagnia@hotmail.it – 3475596088. Info notterrante.wodpress.com

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WORKSHOP - PRESENTAZIONE DETTAGLIATA

Il presente workshop intende trasmettere idee e tecniche di scrittura per ogni tipo d’esigenza. Fornendo infatti una sorta di nuova “rilegatura” concettuale e pratica ai vari aspetti dello scrivere, si rivolge indistintamente a chi usa l’instant messaging per lavoro o amore, a chi vuole sperimentare nuove narrazioni in rete, a chi è incuriosito da Twitter o Facebook (e non sa darsi gli stimoli giusti) o a chi semplicemente scrive e vuole mettersi in gioco attraverso la scrittura.

Beninteso, non è uno dei tanti, canonici laboratori di scrittura creativa. Qui si dà per scontato che i partecipanti scrivano e nutrano già il desiderio di “mettere in scena”, di condividere la propria creatività attraverso la parola.

I nuovi dispositivi tecnologici, come smartphone, tablet e simili, nonché l’avvento delle reti digitali e del self-publishing, stanno rivoluzionando le scritture e i modi con cui diffondere i propri testi, le proprie idee.

Una “rivoluzione” epocale del genere non dev’essere vista come l’avvento di un marasma informe e nel quale inevitabilmente ci si perde, bensì come una grande opportunità. Al giorno d’oggi, la scrittura non riguarda più soltanto gli addetti ai lavori (giornalisti, editori, scrittori professionisti, critici, ecc.). Ognuno infatti scrive o reagisce costantemente alle scritture degli altri in qualsiasi momento della giornata e con più o meno immediatezza. Per motivi di lavoro, per svago, su Facebook, su Whatsapp, ecc., si scrive e ci si lascia scrivere, quasi senza soluzione di continuità.

In un simile flusso di parole, si può costruire efficacemente e gioiosamente un proprio percorso (un proprio senso) a partire da tecniche di scrittura semplici, quasi banali, e che affondano le loro origini nella grande avventura delle avanguardie del Novecento.

Insomma, per poter scrivere e manifestare il proprio pensiero, non è più strettamente necessario essere ispirati. Basta solo avere consapevolezza degli strumenti a disposizione e acquisire una nuova abilità nella gestione dei segni. C’è sempre modo per una scrittura felice.

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Carmine Mangone è nato a Salerno il 23 dicembre 1967. Proviene da una famiglia proletaria e contadina di origini cilentane. Si avvicina alla poesia e comincia a interessarsi alla sovversione della vita quotidiana dopo la scoperta del punk anarchico e la lettura di Max Stirner, Lautréamont e Benjamin Péret. Ha alle spalle studi di informatica e una laurea in Scienze politiche, ma per stare al mondo si è ingegnato spesso e volentieri facendo, tra le altre cose, l’idraulico, l’apicoltore, lo squatter, il formatore o l’editore digitale pirata. Ha tradotto dal francese Benjamin Péret, Joyce Mansour, Raoul Vaneigem, Lautréamont, Emile Henry, Maurice Blanchot, René Char, Georges Bataille e molti altri. Dal 1998 tiene letture e performance in tutta Italia, spesso ritrovandosi a spalleggiare autori e poeti di rilevanza internazionale come Lawrence Ferlinghetti, John Giorno, Jack Hirschman o Alejandro Jodorowsky. Ha ormai una bibliografia sterminata. Nel 2014 ha pubblicato “Quest’amante che si chiama verità” (Gwynplaine edizioni) e “Fuoco sui ragazzi del coro” (Nautilus). Nel corso del 2015 verrà tradotto e pubblicato in Francia. Maggiori info: https://carminemangone.com/

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