Loseto, riparte la battaglia dei residenti contro l'elettrodotto: "Pronti alla class action"

Gli abitanti del quartiere attaccano: "Dalle istituzioni solo silenzio, ma qui il rischio per la salute è reale. Pronti a rivolgerci alla magistratura per far valere i nostri diritti"

Un momento dell'assemblea pubblica convocata dai cittadini di Loseto - Foto Francesco Lombardi

Le preoccupazioni non sono nuove, le proteste e le richieste di intervento neppure. Quei tralicci dell'alta tensione, lì a poche decine di metri dalle case popolari di Loseto, sono diventati ormai un simbolo. Simbolo delle istanze di un territorio rimaste inascoltate, di soluzioni promesse e mai arrivate.

All'incirca una decina di anni fa, dopo una massiccia mobilitazione dei residenti, si prospettò l'ipotesi di un interramento dell'elettrodotto o di un suo spostamento. Poi però, tra gli infiniti 'tavoli tecnici' convocati dagli enti coinvolti e le presunte difficoltà nel reperimento dei fondi per finanziare gli eventuali lavori, tutto si è arenato, e sulla vicenda è calato il silenzio. Ciò che non è diminuito, di certo, è il timore di chi accanto a quei ai tralicci da 380 kVolt è costretto a viverci ogni giorno.

Così gli abitanti di Loseto hanno deciso di far ripartire, con forza, la loro protesta. Ma questa volta, dicono, "non vogliamo parate e passerelle", "non imploreremo le istituzioni affinché ci diano retta". I residenti sono pronti a seguire una strada diversa, intraprendendo un'azione giuridica per chiedere che venga tutelato il loro diritto alla salute. L'idea, spiega Vito, portavoce di 'Progetto Loseto' - un gruppo di cittadini nato in seno alla parrocchia del 'Salvatore' che sta promuovendo la mobilitazione - è quella di avviare "una class action, da iniziare praticamente subito, raccogliendo le firme e dando un incarico ad un legale che ci tuteli rispetto a quello che la giurisprudenza sembra riconoscere ai cittadini in maniera abbastanza omogenea: dove esiste un problema per la salute ogni altro diritto economico o interesse è secondario".

E il pericolo, ribadiscono i residenti, nel quartiere esiste davvero. In questi mesi 'Progetto Loseto' ha raccolto le decine di sentenze che, in casi analoghi, hanno dato ragione ai cittadini, disponendo lo spostamento o l'interramento dei tralicci, e ha messo insieme i numerosi studi sulla correlazione tra il rischio di insorgenza di alcune patologie (come ad esempio la leucemia infantile, ma anche patologie neurologiche e altri tipi di tumori) e l'esposizione prolungata ai campi magnetici prodotti dagli elettrodotti (ed in particolare durante l'esposizione notturna). Ma per supportare la loro protesta, i residenti hanno fatto anche qualcosa di ancora più concreto: insieme a tecnici muniti dell'attrezzatura necessaria, hanno eseguito delle rilevazioni nella zona delle case popolari, per misurare l'effettiva esistenza e intensità del campo magnetico. E così, se le indagini più recenti - compreso uno studio congiunto dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro e dell'Istituto Superiore della Sanità - suggeriscono la soglia 0,2 microtesla come massimo livello per le esposizioni croniche al campo magnetico, le misurazioni hanno svelato una situazione ben diversa. A ridosso delle case popolari, che distano circa 60 metri dall'elettrodotto, il valore rilevato è stato di 0,8 microtesla, ben quattro volte superiore a quel limite dello 0,2, oltre il quale il rischio per la salute comincerebbe ad aumentare. Pochi metri più là, nell'area subito intorno ai tralicci, l'intensità del campo sale a 2,7 microtesla.

I dati rilevati sono stati presentati e discussi ieri in un'assemblea pubblica, convocata, simbolicamente, proprio ai piedi dei tralicci. Un'occasione, per i residenti, per concordare le mosse della mobilitazione - nei prossimi giorni, come annunciato, partirà la raccolta firme per poi dar corso alla class action - e per esprimere, ancora una volta, dubbi e timori legati alla presenza dell'elettrodotto. C'è un modo di difendersi dai rischi? E il nuovo parco (che sta per sorgere alle spalle della chiesa del Salvatore) sarà un posto sicuro per i bambini? Le preoccupazioni restano. Ma c'è anche la consapevolezza di dover agire, anche di fronte all'inerzia delle istituzioni. "Con le rilevazioni effettuate - conclude il portavoce di 'Progetto Loseto' - oggi abbiamo la certezza che il problema per salute esiste. E' necessario mobilitarsi, ma in maniera diversa: non implorando soluzioni dalle istituzioni, ma difendendo i nostri diritti attraverso gli strumenti a nostra disposizione, come appunto quello della class action".

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