Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Lotta alla criminalità, la Procura: "2.800 arresti in tre anni"

La Procura di Bari stila un bilancio dell'attività anticriminalità svolta negli ultimi tre anni in vista della riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza convocata oggi per fare il punto della situazione dopo gli ultimi due omicidi di mafia avvenuti in città

Oltre 2.800 arresti, dieci esponenti della criminalità organizzata locale sottoposti al regime di carcere duro (il 41 bis), sequestro di beni alla malavita per circa 720 milioni di euro: sono solo alcuni dei numeri forniti dalla Procura di Bari per dar conto dei risultati ottenuti negli ultimi tre anni nella lotta alla criminalità e che saranno presentati oggi durante la riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza alla presenza del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano.

Una relazione, quella redatta dalla Procura di Bari,  "per esaltare - si legge nella nota - l'incessante impegno profuso dagli uomini delle Forze dell'Ordine, ma anche per evidenziare l'instancabile lavoro della Procura mai 'distratta' da altro quando si tratta di combattere la criminalità e ripristinare l'ordine e la legalità, nonostante una atavica carenza di organico che è solo minimamente alleviata dall'arrivo di nuovi magistrati".

Parole che sembrano rappresentare la risposta indiretta alla polemica nata qualche giorno fa, subito dopo l'omicidio del 21enne Alessandro Marzio, tra la Procura e il sindaco Emiliano. Tutto era partito da un messaggio postato su Facebook dal sindaco all'indomani dell'uccisione di Marzio, in cui il sindaco aveva annunciato la volontà di chiedere la convocazione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza: "Non è ammissibile - aveva scritto il sindaco - che vicende politiche e politico - giudiziarie collegate al coinvolgimento degli uffici giudiziari baresi nelle vicende del premier Berlusconi e alla stretta sulle risorse a disposizione del comparto sicurezza, distraggano il presidio investigativo della città di Bari nel pieno della recrudescenza mafiosa che stiamo vivendo". Il giorno seguente Emiliano aveva sottolineato l'assenza di qualsiasi intento polemico nei confronti della Procura, ma il messaggio, probabilmente, era stato già recepito dai magistrati baresi, che hanno così elaborato la loro riposta.

"Complessivamente - continua la nota della Procura - si registra un trend di crescita annuale degli arresti di oltre il 30 per cento", mentre "molti dei brillanti risultati ottenuti dalla Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia sono stati già conclusi nelle aule giudiziarie: numerose operazioni antimafia che hanno riguardato esponenti dei clan Parisi, Striscuglio, Di Cosola hanno già trovato conferma in sentenze di condanna di primo grado".

Infine, conclude la nota, "decisamente efficace sul piano della sicurezza è la circostanza che i più pericolosi ed influenti boss di Bari siano stati trasferiti in carceri di massima sicurezza lontano da Bari". Provvedimenti "che sono stati fortemente voluti dalla Procura Antimafia per evitare che anche dalla reclusione i boss continuassero a tenere un contatto costante e quotidiano con gli affiliati ai propri clan".

 

 

 

 

 
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