Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Il Comune contro i furbetti delle tasse, dalla lotta all'evasione un tesoretto di 17 milioni

Presentati questa mattina i risultati delle attività di contrasto all'evasione dei tributi comunali messe in campo grazie ad una collaborazione tra Comune, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Camera di Commercio

Più di 17 milioni di euro (17.316.628, per la precisione) iscritti nel bilancio del Comune di Bari e frutto della lotta all'evasione dei tributi comunali - Imu, Tarsu e Pubblicità e pubbliche affissioni - nel 2012. I risultati delle attività di contrasto all'evasione sono stati presentati questa mattina a Palazzo di Città dall'assessore al Bilancio Gianni Giannini e dal direttore della ripartizione Tributi Francesco Ficarella.

IL SISTEMA DI CONTROLLO - Avviato nel 2006 accanto alle ordinarie attività di controllo degli uffici comunali, il progetto per la lotta all'evasione dei tributi si basa sull'utilizzo del software Gedat realizzato con ANUTEL, che incrocia  22 banche dati,  accessibili grazie ad un accordo del Comune con Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Camera di Commercio. I risultati dell'operazione, avviata con il duplice obiettivo di garantire una più equa imposizione dei tributi locali e maggiore entrate per il Comune, sono andati via via migliorando nel corso degli anni: dal totale accertato contabilmente di 4.105.116 euro del 2006 fino alla cifra record di 17.316.628 euro del 2012.

"APPLICHIAMO IL PRINCIPIO DI EQUITA'" -  "Questo è il risultato straordinario di un'attività sviluppata nel tempo grazie all'incrocio di informazioni provenienti da una banca dati molto ricca - ha dichiarato l'assessore Giannini -. Gli uffici, cui va il nostro plauso, sono riusciti a impostare negli anni un'azione che debellerà definitivamente il fenomeno dell'evasione fiscale. Con queste operazioni intendiamo applicare il principio di equità secondo cui devono pagare tutti, soprattutto coloro che hanno di più, al fine di consentire ai cittadini meno abbienti di pagare meno".

"Si è trattato di un lavoro complesso - ha sottolineato il direttore Ficarella - svolto mettendo a fattor comune tutte le competenze e le informazioni disponibili che, coordinate fra loro, possono far emergere sacche di evasione relative sia a singole posizioni da accertare sia a specifiche categorie di soggetti o immobili dei quali verificare la situazione tributaria".

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