Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Lungomare Nord, lavori in corso e sogni: "Non vogliamo più essere periferia"

Dalle potenzialità della zona di San Cataldo e della Pineta al nuovo waterfront in corso di realizzazione a San Girolamo fino al mare di Palese e Santo Spirito: un grande litorale da valorizzare tra cantieri e progetti

"Qui i frutti di mare sono qualcosa di speciale", convinzione o certezza, poco importa: il lungomare attorno al bianco e monumentale Faro di San Cataldo resta probabilmente il più affascinante dell'intera linea costiera barese. Proprio da qui comincia la nostra passeggiata nella zona marittima a nord del capoluogo, quella in cui vi sono cantieri in corso d'opera e sogni non ancora realizzati. A cominciare, proprio dalla penisoletta a ridosso della Fiera, dove in tanti prendono il sole sui muretti del lungomare o pescano tra le grandi pietre affacciate sul molo. Lì sarebbe dovuto sorgere un grande porto turistico, con una riqualificazione dell'area: il progetto, per ora è nel cassetto e gli abitanti si godono la vista di un mare selvaggio d'inverno, limpido e invitante durante una giornata come questa. La sera, tra pizzerie e bar abbastanza noti, c'è movimento. Il problema è la mattina. "Quando vengo a correre alle 5 - spiega un abitante - trovo decine di bottiglie e tantissimi cartoni delle pizze. E' un grosso problema. Ci vorrebbe più civiltà e basterebbe poco per cambiare la zona".

Stesso discorso, alcuni km più avanti, in zona Fesca, tra lidi dall'esperienza ultradecennale e la spiaggia gratis per eccellenza, il canalone, affollato di ombrelloni colorati e bagnanti. La sensazione è che il tempo si sia fermato, senza che vi fosse un reale cambiamento del quartiere. Lì vicino, invece, la pineta di San Francesco resta un punto di riferimento fondamentale, unico vero parco, diviso in due parti. Nonostante l''immancabile presenza delle zanzare di sera, le aree verdi sono tenute meglio rispetto al passato, anche grazie al recente restyling con nuove giostre e attrezzi ginnici: "Porto qui i miei bambini - racconta un signore - e ci troviamo abbastanza bene".

A preoccupare, però, è la mancanza di servizi, come ad esempio un bar: la grande palazzina all'interno dell'area est è totalmente abbandonata e non c'è traccia di operai né di un restauro. Con una battuta si potrebbe dire che sono tutti alcuni km più in là, sul lungomare di San Girolamo dove i lavori per il nuovo waterfront procedono senza sosta: marciapiedi, muretti e alcuni moli sono in fase avanzata di realizzazione. I camion riversano in mare pietre e massi per creare la linea frangiflutti. Se tutto andrà per il meglio sarà tutto pronto l'anno prossimo: "Me lo auguro - racconta un anziano - anche perché ci sono gli inevitabili disagi di un cantiere così grande, tra polvere e deviazioni stradali. Tra l'altro, molti di noi, a causa dei lavori, scelgono di andare a mare al Canalone o a San Cataldo. Non vediamo l'ora che tutti ritorni alla normalità".

Il fronte mare rappresenterà una svolta notevole per il quartiere, permettendo di collegarlo al capoluogo una volta per tutte, proprio per l'attrattività del futuro lungomare. D'altra parte, proseguendo con l'auto verso nord, arriviamo a Palese e Santo Spirito e lì la distanza con il centro si sente, specie in termini di servizi sul territorio: "A volte non sembra di essere a Bari - racconta un'abitante del luogo -. Ci vorrebbe una presenza maggiore delle istituzioni". Ciò nonostante, il Lungomare di Palese è tenuto in buone condizioni tra lidi, ville e tratti di mare gradevoli. Percorrendo la litoranea verso Santo Spirito, però, si notano alcuni edifici in stato di abbandono, come il grande plesso di una vecchia industria per la produzione di cozze e frutti di mare: "Lì adesso allevano topi" scherza un anziano abitante del borgo marinaro, commentando il degrado.

Un biglietto da visita non esaltante per il quartiere, in cui da tempo si parla di rilancio, anche attraverso la chiusura del lungomare durante il weekend: "Siamo favorevoli  -affermano alcuni pensionati - anche perché la domenica passeggiare qui non è fattibile, tra smog e auto. Si può fare molto per la zona, evitando progetti come quello di piazza San Francesco. Dopo il restauro è diventata invivibile: Panchine scomode e poco verde. Era meglio prima". Voci dal rione voci di chi vorrebbe vivere in un vero e proprio quartiere turistico, anche attraverso un facile accesso e sviluppo urbanistico, reso purtroppo difficoltoso dalla presenza dei binari della ferrovia. La vera svolta (un po' come per il Lungomare Sud, dove, complessivamente, lo squallore e il degrado sono molto più presenti) potrebbe essere rappresentata dallo 'scioglimento' del nodo ferroviario. Ci vorranno anni: nel frattempo si vive un cambiamento a diverse velocità. Meglio di niente, verrebbe da dire.

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