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Lungomare di Palese tra chiusure e degrado, l'appello di residenti e commercianti: "Quartiere dimenticato"

Gli abitanti del borgo marinaro a nord di Bari chiedono interventi al Comune: "Non c'è un piano che possa consentire una riqualificazione immediata della zona, a cominciare dal porto"

"La zona è da tempo nel degrado più assoluto e la chiusura di uno storico ristorante come l'Ancora ha ulteriormente spento le luci" sul lungomare di Palese: dal quartiere marinaro della zona nord di Bari commercianti e residenti lanciano un appello per fermare il degrado e realizzare una vera e propria riqualificazione della zona. Un messaggio ribadito anche sulla bacheca Facebook del sindaco Antonio Decaro in cui si sottolinea l'incuria di edifici abbandonati e del litorale: "Il porticciolo - spiega Antonio Carelli, rappresentante dell'associazione Commercianti del quartiere - è ormai profondo pochi centimetri e le barche hanno serie difficoltà a causa della sabbia sempre più alta. Ci chiediamo cosa ne sarà anche dei ristoranti chiusi e dell'ex Ostello della Gioventù. Per Santo Spirito e il lungomare Sud sono stati presentati progetti e studi di fattibilità. Qui, invece, praticamente nulla".

Il botta e risposta su Facebook

La zona costiera, tra l'altro, è estremamente frequentata d'estate, tra turisti e abusivi: "Durante la bella stagione - aggiunge Carelli - il lungomare è pieno di fornacelle e tende. Non c'è un vero controllo. L'unico modo per far riprendere il territorio sarebbe quello di predisporre un adeguato piano di riqualificazione". Lo staff del sindaco Decaro ha risposto alle osservazioni dei residenti, spiegando che "sulla costa nord c'è un progetto di recupero e riqualificazione del tratto di lungomare che collega Santo Spirito e Palese" aggiungendo che "ogni anno durante il periodo estivo viene garantita una manutenzione della costa e delle spiagge cittadine che permetta ai cittadini di poter usufruire al meglio del nostro mare". Residenti e commercianti, comunque, sono pronti a scendere in piazza: "Vedremo in che modo - afferma Carelli - . A nostro avviso non c'è un piano che possa consentire una riqualificazione immediata della zona, a cominciare dal porto, struttura della quale bisognerebbe anche decidere cosa fare per il futuro, visto che la gente continua a farsi il bagno nell'acqua stagnante".

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