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Concorso di idee e recupero degli edifici abbandonati: il Lungomare Sud guarda al futuro

Il Comune propone un doppio percorso, a medio e lungo termine per riqualificare il tratto costiero dal torrente Valenzano a San Giorgio, lungo circa 6 km

Un concorso internazionale di idee per riqualificare la fascia costiera sud di Bari, tra il canale Valenzano e San Giorgio: sei km da sfruttare come luogo per lo svago, il tempo libero e innescare uno sviluppo sociale ed economico importante per la città, dando nuova vita anche ai manufatti abbandonati lungo la 'striscia' tra la ferrovia e il mare. In Giunta comunale approderà la delibera che, in due fasi, nel lungo e nel breve periodo, intende rilanciare una riqualificazione complessiva. Da una parte il concorso, dall'altra azioni più immediate per la fruibilità anche temporanea di spazi in aree abbandonate da troppo tempo: “Crediamo che la trasformazione della fascia a sud, che rappresenta l’unica testimonianza residua di campagna costiera nel territorio comunale, richieda una strategia di ampio respiro che permetta ai cittadini di riappropriarsi e vivere questa zona della città che ha un grande valore paesaggistico, grazie alla presenza di due elementi naturali molto forti: il mare e la campagna - commenta l’assessore comunale all'Urbanistica, Carla Tedesco -. La riqualificazione della costa sud è un tassello fondamentale dell’impegno e della strategia che l’amministrazione comunale sta portando avanti per riannodare il rapporto della città con il mare. Da nord a sud stiamo lavorando per favorire questa connessione, il lungomare su cui si affaccia il quartiere pubblico di San Girolamo in corso di realizzazione, l’intervento sul lungomare che costeggia il nucleo antico di Bari e le progettazioni avviate nella zona sud, la più complessa ma anche la più suggestiva".

"Bisogna avere capacità di immaginazione per cogliere le grandi potenzialità di questo tratto di fascia costiera - aggiunge - priva di edificazioni dense, che conserva una relazione tra campagna e mare che è andata perduta in altre parti della città. Per questo gli studi e le valutazioni già effettuate dovranno essere integrati con le indicazioni che perverranno dalle iniziative di partecipazione e dal confronto con tutti gli attori territoriali e confluire nel ‘documento direttore’ che sarà alla base del concorso. Mentre si costruisce questo progetto, però, è fondamentale dare risposte immediate alle esigenze di rigenerazione dell’area promuovendo progetti-pilota che utilizzino il patrimonio edilizio esistente e gli spazi aperti, vuoti, in abbandono o sottoutilizzati, di proprietà pubblica o privata, per riattivarli con iniziative di interesse pubblico, legate al mondo della cultura e dell’associazionismo, allo start-up di piccole imprese, in particolare nel settore delle attività turistico-balneari e sportive".

L'idea del Comune, spiega ancora Tedesco, "è quella di mobilitare il tessuto di associazioni, imprese creative e singoli soggetti interessati a trasformare le aree disponibili e ora in condizioni di degrado in spazi animati da attività e servizi di interesse collettivo. Per farlo abbiamo a disposizione un capitolo di spesa a cui attingeremo per sostenere la realizzazione di piccoli interventi utili a rendere fruibili quelle aree, sul modello di quanto sta avvenendo negli spazi di via Gargasole nella ex Caserma Rossani. Particolare attenzione sarà riservata all’attivazione e potenziamento della rete civico-culturale delle realtà già operanti sul territorio, della rete civico-ambientale in grado di valorizzare gli elementi paesaggistici e del territorio agricolo e della rete turistico-commerciale con riferimento alle attività di agricoltura, pesca, enogastronomia e artigianato”.

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