Pip Santa Caterina, il ponte di lama La Marchesa sotto la lente del M5S: "Chi ha autorizzato i lavori?"

Il consigliere regionale pugliese del Movimento, Cristian Casili ha inviato una lettera al sindaco AntoniO Decaro: "Risposte precise sulle procedure utilzzate"

“L’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale non ha mai autorizzato il ponte in fase di realizzazione sull’alveo di Lama “La Marchesa” nella zona P.I.P di Santa Caterina a Bari". Ad affermarlo è il consigliere regionale pugliese del M5S, Cristian Casili, il quale ha inviato una lettera al sindaco Antonio Decaro "per conoscere quali azioni amministrative e operative il Comune di Bari intenda mettere in atto, affinché gli unici interventi autorizzati in quella zona siano compatibili con i delicati equilibri del territorio".

Il consigliere M5S: "I lavori necessitavano del nullaosta dell’Autorità di bacino"

Secondo Casili, " e, se mal eseguiti, possono innescare o amplificare il dissesto idrogeologico mettendo a rischio infrastrutture e vite umane”. La lama, aggiunge il consigliere pugliese, "considerata la vicinanza alla tangenziale e ad alcuni stabilimenti, era stata interessata da interventi di messa in sicurezza che ora rischiano di andare persi. Per questo, dopo aver raccolto le preoccupazioni del Comitato cittadino per la 'tutela del territorio di Bari' abbiamo interessato della questione il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino dell'Appennino Meridionale, a cui abbiamo chiesto se i lavori in corso sulla lama fossero stati autorizzati. Dalla risposta pervenuta è evidente che l’opera non è stata autorizzata dall’Autorità preposta alla visione organica delle trasformazioni del territorio". "Nella nota - prosegue il consigliere -  si legge testualmente che 'non risultano ulteriori informazioni agli atti degli uffici dell’ex Autorità di Bacino della Puglia che attestino l’avvenuta autorizzazione alla realizzazione del ponte attualmente in corso di realizzazione, né ulteriori pareri emessi a tal riguardo' ". Casili ritiene che il sindaco debba fornire "risposte precise" poiché "non possiamo permettere la manomissione non autorizzata di quel reticolo idrografico che dovrebbe essere in grado di smaltire le acque torrentizie che dalle Murge convergono verso la città di Bari. Reticolo e canaloni che proteggono Bari e i suoi abitanti".
 

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