Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Dalla Polonia ai macelli pugliesi: il 'viaggio senza ritorno' dei cavalli

Video-inchiesta realizzata dall'associazione 'Essere animali': esemplari equini caricati sui camion, costretti a tragitti estenuanti di alcuni giorni lungo l'Europa e quindi finiti nei mattatoi italiani, anche del Barese

Puglia, regina d'Italia per il consumo e la preparazione di carne di cavallo: braciole, fettine e involtini sono tra i piatti più amati dai baresi, per alcuni irrinunciabili protagonisti del pranzo domenicale, con un business anche per l'economia regionale. Cosa può nascondersi, però, tra le pieghe della filiera equina? L'associazione 'Essere animali', in un reportage per la campagna 'Viaggi senza ritorno' ha documentato l'intero percorso dei cavalli nati negli allevamenti polacchi e trasportati nei macelli italiani e, in particolare, pugliesi.

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Un tragitto infernale: gli esemplari arrivano da noi dopo essere stati caricati a forza sui camion e,  nei pressi del confine italo-sloveno, vengono sottoposti a controlli e quindi costretti a salire su altri mezzi. Feriti e spaventati, giungono, dopo 2 giorni di viaggio, alla loro ultima destinazione: nei macelli, dopo essere stati collocati in 'trappole', recinti delimitati da gabbie di metallo, vengono finiti con un colpo di pistola alla testa e quindi sezionati. Successivamente, la carne, dopo un ulteriore controllo sanitario, sarà commercializzata?.

L'associazione ha documentato attraverso filmati l'attività di numerosi macelli, tra cui 3 della provincia di Bari: "La cosa più difficile per noi - spiega Claudio Pomo, referente campagne di 'Essere animali' - è stata ovviamente l'impatto emotivo nell'assistervi senza poter fare nulla. Potevamo solamente registrare quello che stava avvenendo. Tra l'altro, non siamo andati a cercare la violenza gratuita perché questa, purtroppo è normalizzata, perfettamente legale. I cavalli ovviamente avvertivano che sarebbero stati ammazzati di lì a poco".

Il filmato, particolarmente crudo, andato in onda anche su 'Striscia la Notizia', sta facendo riflettere non poco l'opinione pubblica: "In pochi giorni - afferma Pomo - 23mila persone hanno sottoscritto la petizione su change.org  per chiedere al Ministero della Salute di vietare la macellazione dei cavalli".

I dati parlano di una tendenza in calo, anche nel consumo: attualmente ne vengono importati 32mila circa, contro le oltre 90mila di 10 anni fa. Molti vengono macellati sul posto (Polonia, Spagna, Francia), ma, per soddisfare la richiesta di carne fresca, soprattutto in Puglia, è necessario il trasporto per l'Europa, in alcuni casi, della impressionante durata di 46 ore: "Nei prossimi mesi - annuncia Pomo - effettueremo attività di volantinaggio e iniziative nelle piazze, per sensibilizzare gli italiani sul tema". In Parlamento, giace depositata una proposta di legge (firmata anche dall'ex ministro Brambilla) per considerare i cavalli animali d'affezione, vietandone quindi l'uccisione e il consumo, proibito per tabù culturali in numerosi paesi del mondo, in particolare negli Usa e in Gran Bretagna.

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