Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Madre porta via le figlie in località protetta, il Tar: "Restituitele al padre"

Finisce davanti al Tar la vicenda di una donna che aveva deciso entrare nel programma di protezione per seguire l'amante, un pentito di mafia, portando con sè le figlie. Secondo i giudici le bambine devono essere restituite al padre

Una donna sceglie di entrare nel programma di protezione per seguire il suo amante, un pentito della mala barese, e porta con sè le sue due figlie, scomparendo all'improvviso senza avvertire il marito. Il padre si dispera, chiede di poter rivedere le sue bambine, le cerca dappertutto senza risultato, si rivolge al tribunale dei minorenni, poi presenta un ricorso al Tar, che gli dà ragione.

La vicenda, iniziata poco più di un mese fa, viene ricostruita oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno, all'indomani della decisione dei giudici del Tribunale amministrativo pugliese che avrebbero giudicato illegittima la scelta di sottoporre anche le bambine al programma di protezione senza l'autorizzazione del padre, avvertito della decisione della moglie solo a trasferimento già avvenuto. Per il Tar sottrarre le bambine al padre senza il suo consenso corriponderebbe ad un vero e proprio "rapimento di stato", e per questo i giudici hanno disposto con un "decreto cautelare monocratico" (immediatamente esecutivo per legge e inappellabile) che le figlie tornino a casa dal padre.  
 

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