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Cronaca

Mafia e affari, la denuncia di Coldiretti: "In Puglia oltre 2mila terreni in mano alla criminalità"

Rapporto sulla sicurezza presentato alla Fiera del Levante: tra i reati più diffusi si segnalano furti, contraffazioni ma anche la presenza costante del caporalato

"Ben 2489 terreni pugliesi sono in mano alla mafia" con una cifra di "tra 1,9 e 2,37" miliardi di euro "in fumo" per il mancato utilizzo delle aree "a causa di inadempienze, procedure farraginose, lungaggini burocratiche": è quanto emerge da un rapporto sulla 'Sicurezza per il lavoro nelle campagne' redatto da Coldiretti e presentato alla Fiera del Levante. Nel Tacco dello Stivale è concentrato il 9,5% dei terreni italiani posseduti dalla criminalità. La Coldiretti Puglia, a tal proposito, chiede più controlli per tutelare agricoltori e operai da fenomeni come "furti, estorsioni, alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti, ma anche dal caporalato".

"Il fronte dell’illegalità - spiega il presidente di Coldiretti, Gianni Cantele -  è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. Anche nel 2016 sono stati ripetutamente denunciati i furti di rame e mezzi agricoli e stiamo registrando fenomeni estorsivi. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano - secondo Cantele - la porta di ingresso principale della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale".

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