Cronaca

Mafia murgiana, sequestrati beni per cinque milioni di euro

Nuovo sequestro di beni tra Gravina, Altamura e Venosa nei confronti di un 57enne gravinese ritenuto vicino ai clan Mangione, Gigante e Matera. Tra i beni sequestrati anche un ristorante ed una sala ricevimenti

Nuovo colpo ai beni della mafia murgiana. Dopo il sequestro da 23 milioni di euro eseguito lo scorso 16 novembre, oggi una nuova operazione dei carabinieri ha messo i sigilli ad altri beni ritenuti nelle disponibilità dei clan mafiosi locali per un valore di cinque milioni di euro.

Destinatario della misura di sequestro preventivo un 57enne gravinese, Saverio Sorangelo, 57enne gravinese, pluipregiudicato e sorvegliato speciale ritenuto vicino ai clan Mangione, Gigante e Matera, come dimostrato nell'ambito dell'operazione antimafia  “Canto del Cigno”.Nel 2002 a seguito di un’indagine della DIA di Roma al pregiudicato era stata già sequestrata una nota sala ricevimenti costruita sull'alta Murgia, oggi simbolo del revupero dei beni confiscati alla mafia grazie ad un progetto coordinato dal noto chef Gianfranco Vissani.

Le indagini hanno dimostrato che a partire dall’anno 2007, quando Sorangelo fu sottoposto alla misura di sorveglianza Speciale, egli abbia comunque continuato i suoi traffici illeciti, facendo ricorso all’uso di prestanomi e mettendo in atto operazioni di “money laundering” (riciclaggio di danaro) per conto dei clan attraverso numerosi reinvestimenti di natura apparentemente lecita.

Il sequestro di oggi ha riguardato un complesso aziendale di ristorazione con sede legale ad Altamura e costituito da un ristorante ubicato nel comune di Gravina in Puglia e da una struttura alberghiera con sala ricevimenti sita a Venosa oltre a consistenti quote societarie e rapporti bancari presso istituti di credito di Altamura.



 

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