Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Noicàttaro

"Attività commerciale avviata con i profitti illeciti": sequestrata panetteria nel Barese

Il provvedimento eseguito a Noicattaro a carico del 47enne Michele Mincuzzi, condannato in primo grado per un omicidio di mafia, e ritenuto vicino al clan Misceo-Telegrafo

Un'attività commerciale e conti correnti per un valore complessivo di circa 50mila euro sono stati sequestrati dai carabinieri a Noicattaro. I sigili sono scattati per un forno-panetteria, attivo da qualche anno e ritenuto riconducibile al 47enne Michele Mincuzzi, già condannato per mafia (l'attività risultava formalmente intestata ai familiari).

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, presieduta dal giudice Giulia Romanazzi.

Le attività investigative e di analisi condotte dalla Sezione specializzata in Misure di Prevenzione dei Carabinieri di Bari hanno permesso di evidenziare, spiegano gli investigatori, "non soltanto la indiscutibile pericolosità sociale del proposto, ma anche l’illecita provenienza dei capitali che lo stesso – attraverso la fittizia interposizione dei familiari – aveva utilizzato per l’apertura del forno, all’interno del quale lui stesso lavorava".

Gli investigatori sottolineano il "curriculum criminale per nulla trascurabile di Mincuzzi, ritenuto vicino al clan Misceo -Telegrafo, operante nel quartiere San Paolo di Bari e nei Comuni di Noicattaro, Palo del Colle e Rutigliano, e "destinatario di condanne definitive per associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, estorsioni, rapina e delitti in materia di armi; attualmente sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno". L'anno scorso Mincuzzi è stato condannato in primo grado a 30 anni nell'ambito del processo per l'omicidio di Donato Sifanno, avvenuto nel 2014 al quartiere San Paolo.

"L’attività di analisi dei flussi finanziari svolta dalla Magistratura e dai Carabinieri - sottolinenano gli investigatori  - ha permesso di individuare e sottrarre all’economia legale quella che verosimilmente è un’attività commerciale avviata grazie ai profitti di attività illecite, strettamente connesse con la criminalità organizzata operante anche nell’interland barese".
 

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