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Morì dopo tre ricoveri, la famiglia: non archiviate l'indagine

Il caso del 42enne di Cellamare Pietro Genchi: la Procura ha chiesto l'archiviazione, i familiari annunciano che si opporranno alla decisione. Secondo la magistratura, nessuna cura avrebbe salvato l'uomo, affetto da problemi cardiaci

Morto dopo tre ricoveri in altrettanti ospedali e un intervento al cuore. La Procura ha chiesto l'archiviazione per l'indagine sulla morte del 42enne di Cellamare Pietro Genchi.

Nell'indagine erano coinvolti 19 medici, in servizio presso la clinica Mater Dei, l’ospedale Fallacara e il Policlinico, accusati di cooperazione in omicidio colposo.

Secondo la magistratura, sebbene i sanitari non avessero diagnosticato in tempo una disseccazione aortica, nessuna terapia sarebbe comunque riuscita a salvare l'uomo, deceduto per una insufficienza cardiaca di cui soffriva da tempo. La famiglia, difesa dall’avvocato Daniela Castelluzzo, ha annunciato che si opporrà alla richiesta di archiviazione.

Il 42enne, morto nell'agosto 2015, aveva prima subito un ricovero di venti giorni presso la Mater Dei per problemi respiratori. Qui, secondo i consulenti della Procura, sarebbe stata sbagliata la diagnosi e di conseguenza la terapia. Tuttavia, anche la diagnosi precoce non avrebbe potuto scongiurare le complicazioni che hanno portato al decesso. Un secondo ricovero era poi seguito al 'Fallacara' di Triggiano, con il successivo trasferimento al Policlinico, e un intervento chirurgico cui seguì il decesso.
 

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