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Mancano i docenti, a rischio 5 corsi di Medicina. Gli studenti: "Così favoriamo le altre università"

La denuncia arriva dalle associazioni studentesche Link e Up-Università protagonista. "Verrebbero tagliati 30 posti". Più di un terzo degli studenti pugliesi (13mila su 54mila) ad oggi sceglie un Ateneo fuori dalla Puglia

Mancano i docenti e i corsi di medicina rischiano una diminuizione forzosa. "A rischio sono 30 posti nel corso di laurea di Medicina e Chirurgia per l'anno 2017/2018, con l'annuncio - confermano le associazione studentesche "Link" e "Up-Università protagonista" - della possibile chiusura di cinque corsi di laurea triennali di professioni sanitarie". Gli studenti ammessi diventerebbero così 270, al posto degli attuali 300

Gli studenti puntano il dito contro le modalità di divisione dei contributi alle università in Italia: "Il sistema della ripartizione dei fondi gestito dalle graduatorie Anvur - dichiara Piercarlo Melchiorre, coordinatore di Link Bari - è volto non a promuovere lo sviluppo di ricerca e didattica in modo uniforme sul territorio nazionale, ma a distribuire tagli favorendo i grossi atenei, e di fatto smantellando le Università meridionali, considerate 'minori'". Un processo che, per Link, andrebbe a favorire solo chi ha la disponibilità economica per trasferirsi fuori dalla Puglia per studiare. E i dati sembrano dare loro ragione: più di un terzo degli studenti pugliesi (13mila su 54mila) sceglie un'università fuori dalla regione

"A questi tagli sulla didattica - prosegue Melchiorre - si sommano quelli al finanziamento del diritto allo studio: per esempio, su 50mila studenti fuori sede baresi, l’Adisu mette a disposizione solo 1.300 posti letto. Come sindacato da anni denunciamo questa situazione e recentemente abbiamo depositato alle Camere una legge di iniziativa popolare, intitolata 'All In - per il Diritto allo Studio', per cui abbiamo raccolto 57.000 firme, chiedendo il finanziamento del diritto allo studio e l’estensione dei servizi agli studenti".

Il problema dei tagli a Medicina sarà portato nei prossimi giorni al Senato accademico, così da ottenere una risposta definita dall'Università, che sulla questione non si è ancora espressa. "È doloroso constatare - spiega Anna Santamaria, consigliere di amministrazione per Up-Università protagonista - che ad oggi l’unico scenario possibile prevede il congelamento di alcuni corsi di laurea, confermando inevitabilmente l’assenza di una programmazione strategica che dovrebbe avere come obiettivo la salvaguardia del maggior numero possibile di corsi".

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