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"Mangia biologico, no ai pesticidi". Gli attivisti di Greenpeace al mercato di Santa Scolastica

Anche a Bari, così come in 26 città italiane, camici bianchi e stetoscopi nella manifestazione per dire no all'agricoltura industriale e all'utilizzo di prodotti chimici nelle coltivazioni

Camice e stetoscopio, perché una mela biologica al giorno è più buona e "toglie il pesticida di torno": così come altre 26 città italiane anche a Bari, al mercato di Santa Scolastica, gli attivisti di Greenpeace hanno partecipato alla campagna per informare i cittadini sui danni ambientali causati dall'agricoltura industriale, promuovendo la necessità di diffondere una cultura agricola sostenibile: " Ben l’83 per cento delle mele - afferma Greenpeace - prodotte in modo convenzionale sono risultate contaminate da residui di pesticidi, e nel 60 per cento di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Solo le mele biologiche sono risultate libere da sostanze chimiche di sintesi".

"Per tutelare la nostra agricoltura e il nostro cibo dobbiamo lavorare con la natura, non contro di essa», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. «L'agricoltura industriale, con il suo massiccio uso di sostanze chimiche, inquina le acque e i suoli causando la perdita di habitat e di biodiversità. Serve una forte presa di posizione politica contro l’abuso di pesticidi e un sostegno finanziario a favore di un’agricoltura ecologica e sostenibile che permetta di garantire la biodiversità e la sicurezza alimentare a lungo termine. Tutti noi possiamo diventare parte del cambiamento".

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