Tra bandiere, striscioni e cori, la Bari antifascista risponde all'aggressione: in migliaia in piazza Libertà

Più di 2mila persone hanno partecipato all'evento indetto dalla Cgil. E non sono mancate polemiche sulla titolarità dell'organizzazione. Sul palco si sono alternati politici, intellettuali e le vittime

"Le formazioni neofasciste vanno sciolte!". E giù uno scroscio di applausi dalle migliaia di persone riunite in piazza Libertà, al termine dell'intervento di Adriano Pappalardo. Il presidente dell'Anci Puglia è il primo a salire sul palco montato ai lati di corso Vittorio Emanuele, dove già dalle 18 era iniziato il viavai dei partecipanti a 'Bari antifascista', la manifestazione pubblica organizzata dalla Cgil per rispondere all'aggressione squadrista subita venerdì scorso dai manifestanti di Mai con Salvini al termine del corteo nel quartiere Libertà.

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L'evento

A dominare nella piazza è stato il colore rosso dei bandieroni identificativi delle sigle sindacali (Cgil e Unicobas), dei partiti politici (Potere al Popolo e Rifondazione Comunista su tutte, ma non sono mancate bandiere del Pd) e delle tante associazioni presenti (come gli studenti di Uds e Link, l'Anci Puglia e l'Arci Puglia). Massiva anche la partecipazione di intellettuali, come il docente universitario Luciano Canfora, e di rappresentanti politici e istituzionali. Tanti anche gli striscioni con messaggi che chiedevano la chiusura dei circoli fascisti in città, a favore dei migranti o in difesa delle vittime dell'aggressione squadrista.

All'evento mancava il sindaco Decaro, a Milano per un impegno, ma erano presenti diversi rappresentanti della Giunta (tra cui gli assessori Galasso, Palone e Maselli). Presente anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che però non è intervenuto sul palco, osservando da spettatore tra la folla i vari interventi. Protagonista anche la musica, con le canzoni della tradizione antifascista ad accogliere il pubblico nell'attesa che si prendesse la parola sul palco.

Gli interventi

"Era da tempo che a Bari non avveniva un'aggressione squadristica - ha ricordarto sul palco Pappalardo - Dobbiamo tutti prendere atto dei fatti. La responsabilità non è del ministro dell'Interno, ma di Matteo Salvini, colui che ha alimentato questo clima di odio". Tra gli interventi anche quello dell'eurodeputata Eleonora Forenza, che si è scagliata con forza contro il decreto sull'immigrazione di Salvini, definito anticostituzionale. "Non c'era piazza migliore per riunirci e raccontare quanto di cattivo sta succedendo - ha dichiarato - perché questa è la piazza in cui è stato assassinato dai fascisti Benedetto Petrone".

A rappresentare la Giunta comunale sul palco c'era il vicesindaco Pierluigi Introna, che ha avuto parole al vetriolo per il decreto voluto dal neoministro: "Questa città non negherà mai l'assistenza a una donna straniera, anche se non avremo i fondi dal Governo". "Nel quartiere Libertà si sta volutamente creando una guerra tra poveri e poverissimi - ha aggiunto - E questa è solo una strategia elettorale". L'ultimo a prendere parola è stato Luciano Canfora: "C'è un motivo se dopo tanto tempo sono successi fatti così gravi. Ed è talmente evidente che si fa finta di non vedere; ovvero che forze razziste e zenofobe hanno conseguito il massimo livello governativo nel nostro Paese. Finalmente Bari si è svegliata". Parole che in pochi secondi raccolgono gli applausi della folla, mentre dalle casse si diffondevano le note di 'Bella ciao', cantata a squarciagola da tutti i presenti.

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La polemica

Unica nota stonata dell'evento, la polemica creata con alcuni dei rappresentanti della rete Mai con Salvini alla vigilia dell'evento. Polemica lanciata con un post su Facebook dal collettivo Ex Caserma Liberata, che in mattinata aveva organizzato un altro evento di protesta. "Questa assemblea pubblica era stata lanciata come idea dalla Rete diversi giorni fa. Ci è dispiaciuto scoprire dopo che la paternità dell'evento se l'era presa la Cgil" racconta amareggiato Bartolomeo Intranò.

"Questa è una manifestazione libera e nata per unire le persone, non dividerle - ha replicato il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo - Se ci sono delle divergenze, di cui non ero a conoscenza, cercheremo di appianarle. Dobbiamo essere tutti uniti per far sentire con forza la nostra voce contro i movimenti fascisti che si stanno diffondendo in città"

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