"Bari non è fascista": in 300 sfilano dal Libertà al Murattiano per rispondere alla visita di Salvini

La manifestazione 'Bari non si Lega' è partita alle 18 da piazza Umberto. Il serpentone di manifestanti ha raggiunto piazza del Redentore, dove si è tenuto un momento di dibattito

Un corteo da piazza Umberto a piazza Redentore, per gridare che Bari è antifascista, in risposta al clamore suscitato dalla visita di Matteo Salvini nel quartiere Libertà. Ed è proprio al ministro dell'Interno che inneggiano i cartelli dei circa 300 manifestanti che dalle 18 si sono riuniti davanti all'Ateneo di Bari, alcuni anche con messaggi molto forti ("Salvini a piazzale Loreto c'è ancora posto" recitava uno, con accanto il viso del ministro capovolto, chiaro rimando alla pubblica esecuzione di Mussolini). 

Qualche momento di tensione è stato registrato alla fine della manifestazione quando, tra via Eritrea e via Crisanzio, vi sarebbe stato un tentativo di scontro tra i manifestanti e alcuni sostenitori di Casapound. Due persone sono rimaste ferite. La situazione non è degenerata ulteriormente anche grazie al pronto intervento della Polizia.

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Un corteo trasversale

"Bari non si Lega". Anche nel titolo della manifestazione, il chiaro rimando alla volontà di prendere le distanze da chi qualche giorno fa acclamava il ministro - numeri che andrebbero ridimensionati rispetto a quelli indicati dall'ufficio stampa di Salvini - , scelto dalle diverse associazioni e movimenti riuniti nella rete 'Mai con Salvini' (tra cui il Collettivo ex caserma liberata, Non una di Meno e Arci. "Una rete trasversale e che è nata in città a seguito della comunicazione che il ministro avrebbe visitato la città il 21 settembre" spiega uno dei responsabili di piazza della manifestazione, Bartolomeo Intranò.

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La data della visita è stata poi anticipata, ma è rimasta uguale quella della contromanifestazione. Un serpentone che ha riunito, effettivamente, persone di tutte le età, che hanno seguito il camion in testa al corteo, su cui era appeso lo striscione con la scritta "Simm brigand, simm terron, e je u leghist avimm caccià". Imponente lo schieramento delle Forze dell'ordine, con cinque camionette della polizia e diverse vetture della polizia locale a presidiare le aree toccate dal corteo.

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Le prossime iniziative in programma

Corteo che prevede anche diversi momenti di discussione in cui verrà stoppata la musica e si discuterà di vari temi, "dall'immigrazione, alle questioni del quartiere Libertà, alle questioni di genere, al divario tra Nord e Sud, che esiste anche per colpa di partiti come la Lega che dello scissionismo hanno fatto negli anni passati il centro del loro dibattito" prosegue Intranò. Momento di dibattito sarà anche l'incontro finale di fronte alla chiesa del Redentore, quando sono previsti anche interventi artistici e una cena sociale con ricette di diverse culture.

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Una volta che i riflettori sul corteo saranno spenti, però, non finiranno le iniziative della Rete. "Continueremo a tenere alta l'attenzione sul modello di disparità e sulla mancanza di servizi che nel quartiere Libertà sono stati negati dal precedente Governo di marchio Pd e di questo governo del cambiamento, che in realtà è il governo del cambiamento di opinione" concludono i manifestanti.

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