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Cronaca

"La pace si difende con la diplomazia, non con le armi": a Bari la manifestazione contro la guerra Russia-Ucraina

La protesta si terrà anche in altri capoluoghi di provincia nella giornata di sabato. Punto di incontro in città, piazza Libertà, dove si riuniranno gruppi, movimenti, associazioni, forze politiche, organizzazioni sindacali e comunità religiose

Mobilitazione nelle piazze pugliesi dopo l'escalation del conflitto tra Russia e Ucraina. Anche a Bari gruppi, movimenti, associazioni, forze politiche, organizzazioni sindacali e comunità religiose manifesteranno nella mattinata di sabato per chiedere un accordo politico tra le parti e deporre le armi dopo l'invasione delle truppe di Putin nel territorio ucraino. "La pace si difende con la diplomazia, non con le armi" il titolo della manifestazione promossa dal 'Comitato per la Pace Terra di Bari'.

A Bari i manifestanti si incontreranno alle 10 in piazza Libertà, chiedendo un intervento deciso delle istituzioni internazionali per ricondurre il conflitto all’interno di un negoziato che salvaguardi la pace e la sicurezza in Europa. Numerose le realtà associative, religiose e politiche, i sindacati che aderiranno alla manifestazione.

Tra i partecipanti, il sindacato della Cgil Puglia, che attraverso le parole del proprio segretario generale, Pino Gesmundo, bolla il conflitto come "ennesimo fallimento delle diplomazie incapaci di dirimere in modo pacifico dispute di confine o economiche. Sappiamo chi paga i costi della guerra: i civili, la popolazione, in termini di vite umane insieme all’ulteriore impoverimento dovuto alla distruzione del paese - aggiunge - A gioire saranno i signori della guerra, chi proverà a speculare sui costi dell’energia o di altre materie prime. Serve un impegno serio e forte delle istituzioni internazionali per far cessare questo conflitto e aprire negoziati tra le parti". "Riteniamo strategico, al fine di far prevalere l’opzione della pace in questo come in qualsiasi altro conflitto, che il Governo italiano si impegni - aggiungono dall'associazione La Giusta Causa - a favore di un rilancio del ruolo effettivo dell’ONU attraverso la sua democratizzazione; contro una strategia espansionista e interventista da parte della NATO, con particolare riferimento all’Est Europa, specificamente rinviando l’esame della richiesta di adesione finché non cessi fattivamente la minaccia di ricorso alle armi; per una nuova architettura della sicurezza europea che garantisca tutti gli attori coinvolti e assicuri pace e giustizia sociale ai popoli. Auspichiamo poi, quali gruppi operanti a Bari, la città di San Nicola che unisce russi e ucraini, che le comunità cristiane, che si riuniscono per ricordare l’incontro interreligioso del Mediterraneo di due anni fa, prendano ogni opportuna iniziativa perché la pace sia preservata lungo il confine di tutto l’est europeo". Una presa di posizione netta da parte di tutta la Puglia per terminare il conflitto, che segue alle parole del governatore Michele Emiliano sul totale sostegno alla Nato e sulle necessità del dialogo per arrivare a una soluzione. 

“L’aggravarsi della situazione sul confine ucraino è preoccupante. Il “cessate il fuoco” è il grido che si leva dagli studenti e dalle studentesse. La conoscenza è uno strumento essenziale per evitare il ripetersi delle atrocità del passato. Chiediamo venga dato spazio, nei prossimi giorni, durante le lezioni scolastiche alla vicenda russo-ucraina approfondendo il ruolo primario di una risoluzione di pace e contro ogni guerra. Dalle scuole alle piazze, mobilitiamoci per la Pace tra i popoli”, è l'appello lanciato dall'Unione degli Studenti, che aderirà alla manifestazione. 

A Foggia invece la protesta è stata anticipata a giovedì 24 febbraio , mentre sabato sono in programma manifestazioni anche a Barletta (davanti alla Prefettura), a Brindisi (in piazza della Vittoria), , Lecce (piazza Sant'Oronzo) e Taranto (davanti alla Prefettura).

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