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Manifesti contro l'aborto a Bari, appello delle associazioni al sindaco: "Il Comune li rimuova"

Nel mirino la campagna di comunicazione promossa da 'ProVita': "Linguaggio che criminalizza le donne che praticano l'interruzione di gravidanza"

"Chiediamo al Comune di Bari e al Sindaco Antonio Decaro di rimuovere questi manifesti lesivi della libera scelta della persona e portatori di messaggi d’odio verso una scelta legittima, oltre che giusta". La richiesta, lanciata da Zona Franka e sottoscritta da un gruppo di associazioni baresi, riguarda alcuni manifesti contro l'aborto affissi dall'associazione 'ProVita', comparsi ieri per le strade di Bari.

Manifesti che, stigmatizzano i sottoscrittori della richiesta, "con un linguaggio violento criminalizzano le donne che praticano l'interruzione di gravidanza".

"I Comuni di Roma, Milano, Torino, Bergamo - si legge in una nota - si sono già mossi in questo senso, levando così ogni forma di cittadinanza a queste posizioni in aperto contrasto con una società libera, democratica e civile. Facciamolo anche qui!". (il testo della richiesta completa)

La richiesta è stata finora sottoscritta da: Unione degli Studenti Bari, Link Bari, ANPI Bari, CGIL Bari, ARCI Bari, Presidio Libera Bari “Luigi Fanelli”, Coordinamento Antifascista Bari e Provincia, MIXED LGBTI, Arcigay Bari, Famiglie Arcobaleno, Centro Anti Violenza “Saffyia”, BIG - Bari International Gender film festival, NICHE , UAAR , Associazione “Luca Coscioni”, Tavolo Tecnico LGBTQI del Comune di Bari, Coordinamento Bari Pride, Undesiderioincomune, Convochiamoci per Bari, La Giusta Causa, Giovani Democratici Bari, Studenti Indipendenti".

L'assessora Bottalico: "Stiamo valutando se è possibile rimozione"

"Sono indignata dai manifesti apparsi nelle ultime ore in città, lesivi del diritto di scelta conquistato negli anni dalle lotte di tante donne - commenta attraverso la propria pagina Fb l'assessora al Welfare del Comune di Bari, Francesca Romano -  È un pugno nello stomaco a quante sono morte a causa della pratica clandestina degli aborti. Un pugno nello stomaco alle vittime di violenza. E a quante hanno scelto diversamente rispetto alla gravidanza. Il corpo appartiene a noi, nessuno è in diritto di giudicare scelte così dure e difficili. Nessuno può decidere al posto nostro. Con gli uffici comunali si stanno approfondendo le procedure per capire come e se è possibile rimuovere o oscurare le immagini".

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