Cronaca

“Un fattaccio all’improvviso”, al Forma si ride con Schiavarelli-Marmone

Successo per la nuova opera dell'Anonima GR. Episodi esilaranti, battute coinvolgenti e nessuna volgarità. Fatto raro a queste latitudini

Un fattaccio all’improvviso. Uno di quelli che possono turbare la quiete di una famiglia normale. Un episodio sconvolgente, che produce straniamento ed agitazione, ma che assume le tinte pittoresche e stravaganti di personaggi provenienti dalla macchiettistica della nostra quotidianità. E' su questo filone narrativo che si snoda l’ultimo spettacolo prodotto dall’Anonima Gr, interpretato dalla inossidabile coppia Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, al teatro Forma fino alla fine di marzo.

All’interno di una scena essenziale raffigurante il salotto di un appartamento nostrano, la storia prende piede con l’arrivo trafelato di Guido (Mimmo Pesole), marito di Gloria (Tiziana Schiavarelli), che aveva deciso di accompagnare Mario (Leo Solfato) a Genova per il trasferimento di una partita  di salumi e salsicce che in realtà nascondeva ben altro.  Al suo ritorno a casa,  Guido  vive con Gloria l’incubo di essere rincorso dalla polizia che si era messa sulle loro tracce. In questo contesto subentra l’esilarante Rocco Rocca (Dante Marmone), tecnico dell’Enel  venuto per controllare il contatore e subito dopo protagonista involontario di tutto ciò che accade: dai siparietti con la vicina pettegola (Lia Cellamare), alle pretese assurde di assistenza all’interno della casa, ai faccia a faccia con l’esponente malavitoso (Lorenzo Mercante) giunto in casa per ritirare un borsone contenente la refurtiva.

Il resto va da sé, con scenette comiche che si susseguono una dietro l’altra e che vedono i protagonisti equilibrarsi in modo armonico.  Tra pistolettate e desideri di fuga bloccati sul nascere, la storia finisce per dipanarsi in una sorta di incubo grottesco accompagnato dal crescendo delle risate. Il tutto si sviluppa con battute intelligenti, mai sfacciatamente volgari, con i tipici tratti linguistici della baresità, ma senza cedere a quel tratto vernacolare che spesso finisce per sottrarre tutto. Con Marmone e Schiavarelli è un pericolo che non si corre mai ed anche in questo spettacolo lo hanno  dimostrato.

Post Scriptum: L’atmosfera accogliente del Forma aiuta a riscaldare la platea, anche se si avverte l’assenza dell’aria del teatro dell’Anonima, oggi costretto alla chiusura per problemi legati alla manutenzione e ai vincoli antincendio. La notizia più importante è che lo spettacolo continua, ma anche i contenitori hanno la loro storia e Bari farebbe bene a non dimenticarselo.

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