Cronaca

Marò, l'Italia fa ricorso alla Corte Suprema indiana: "Senza accuse subito a casa"

Il governo cerca una strada per ottenere il rientro dei due militari e chiede la presentazione dei capi d'accusa senza l'utilizzazione della legge antiterrorismo. "In alternativa siano autorizzati a tornare in Italia"

Le indiscrezioni diffuse nei giorni scorsi da alcuni giornali indiani sul rischio di condanna a morte dei due marò pugliesi Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, hanno riacceso riflettori e polemiche sulla vicenda dei due militari italiani trattenuti in India da ormai più di due anni.

Il governo, che per bocca del premier Letta e del vicepremier Angelino Alfano ha assicurato "la massima attenzione" sulla questione, sta tentando in questi giorni un'altra carta per accelerare il rientro in patria dei due fucilieri. Secondo quanto riportato dall'Ansa, che cita una fonte giudiziaria indiana, nel ricorso presentato alla Corte Suprema Indiana l'Italia chiede che "si presentino subito i capi d'accusa senza l'utilizzazione della legge antiterrorismo (SUA Act)", gia' esclusa dall'Alta Corte del Kerala, o in alternativa che "si autorizzino i marò a rientrare in Italia per attendere i tempi del processo indiano".

L'esame del ricorso da parte dell'alta corte è atteso a inizio prossima settimana, mentre l'udienza del Tribunale speciale, nel corso della quale la polizia indiana (Nia) dovrebbe presentare il rapporto con le accuse, inizialmente prevista per lo scorso 8 gennaio, è stata rinviata al 30.

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