Introvabili o terminate in un lampo, alla ricerca delle mascherine tra le farmacie di Bari: "Il prezzo bloccato ha peggiorato le cose"

Diventate necessarie con l'epidemia di covid-19, obbligatorie sui mezzi pubblici e al lavoro, sono difficili da reperire nei primi giorni della fase 2 anche nel capoluogo pugliese

Foto di repertorio

Per tanti sono introvabili, per altri in arrivo oppure giunte e terminate in poche ore: non è semplice procurarsi, a Bari, le ormai famosissime mascherine 'chirurgiche' (o meglio, a tre strati), uno degli strumenti principali e tanto richiesti per combattere il contagio quotidiano da covid-19. Un oggetto che prima della crisi pandemica era facilissimo da trovare e a prezzi irrisori: il coronavirus ha stravolto il mercato, spesso sostenuto da produttori extraeuropei, elemento che ha costretto l'Italia a dover ricreare una filiera per riportare le produzioni in casa e assicurare il fabbisogno di milioni di pezzi giornalieri per rifornire la popolazione. 

Nel mezzo della crisi, durante i giorni più brutti della fase 1, i cittadini hanno cercato di procurarsele, sbattendo contro prezzi alle stelle, in una giungla di forniture limitate e casi di speculazione con prodotti venduti a cifre improponibili, che fossero 'chirurgici' o di tipo più complesso come ffp2 o ffp3. Per la fase 2 il governo ha imposto un prezzo di vendita calmierato, a 50 centesimi più iva (in totale 0.61 euro), per consentire la massima diffusione di un dispositivo indispensabile e talvolta obbligatorio, ad esempio, per salire sui mezzi pubblici, accedere ai luoghi chiusi o per proteggersi quando si incontrano i congiunti.

Offerta scarsa e prezzi insostenibili per i produttori

L'offerta, però, è al momento scarsa, considerando le farmacie della città di Bari. Su una ventina di punti vendita interpellati da Baritoday, rappresentativi dei vari quartieri della città, più della metà (11) affermano di non essere riusciti, al momento, ad ottenerle nonostante richieste e ordini ai fornitori, sollecitati più volte nei giorni scorsi: "Da quando è stato approvato il decreto con l'imposizione del prezzo - spiegano dalla farmacia Fantozzi di via Giulio Petroni, nel quartiere Carrassi - non se ne trovano più". Prima che arrivino sul banco, a disposizione dei clienti, la mascherina a tre strati dovrebbe costare 38 centesimi: da lì il ricarico limitato per arrivare a 50 più l'Iva che ne aggiunge altri 11 al prezzo finale. Un limite molto basso e difficile da sostenere per le aziende produttrici: "Qualche fornitore - affermano invece dalla farmacia Pesola di Carbonara - ce le ha vendute venendo incontro alle esigenze della cittadinanza ma senza un vero guadagno. Inutile dire che lo stock sia terminato in poche ore". 

Poche e già terminate in poche ore

L'altra questione, infatti, collegata alla prima, è la rapidità con cui sono smerciate; "Ieri avevamo 300 mascherine - raccontano da Bellisario (San Pasquale) - ma le abbiamo terminate in una giornata e adesso attendiamo le altre". Altrove, come da Crisigiovanni (Carrassi) "una scorta da 100 è finita in un'ora". Una disponibilità limitata, con l'incertezza dei tempi per rifornirsi, aggravata anche da chi ne compra in gran numero, nonostante ve ne siano poche, mettendo in crisi gli stessi farmacisti: "Dobbiamo garantirle un po' a tutti e non è facile" fa notare Manfredi (Murat). Tra le difficoltà, inoltre, vi è anche quella delle pratiche per il rimborso dei costi per le farmacie che, potendo applicare solo un prezzo in posto, di fatto vendono le mascherine in perdita: "Ci chiedono molti documenti e vi sono pratiche molto complicate - afferma Violante (Libertà) -. Ad esempio ci viene richiesta una fatturazione per dimostrare la fattibilità dell'operazione, ma noi, ovviamente, vendiamo a normali cittadini in un numero molto limitato e tutto ciò rende più difficile le richieste". Un mix di forniture in gran parte non ancora disponibili, richieste esorbitanti e prezzi bloccati che rendono, ad oggi, quasi impossibile poterle comprare in farmacia con la facilità richiesta dalle norme in vigore per il distanziamento sociale, senza contare che, tra qualche settimana potrebbero aprire i negozi, facendo schizzare ancor di più la domanda e la pressione dei cittadini. 

Al momento, per sopperire alla carenza c'è una parte della grande distribuzione che mette in vendita confezioni multiple di mascherine, sostituendosi, di fatto, alle farmacie che non possono contare su una filiera snella e procedure più rapide. Proprio loro, che dovrebbero essere il primo presidio per i cittadini nella distribuzione dello strumento base per fermare il contagio, sono di fatto obbligate a mettersi in seconda fila, schiacciate da dinamiche commerciali che non agevolano i cittadini nella lotta contro il mostro covid-19.

(Foto di repertorio)

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