Cronaca

Maxi sequestro di rame, scoperta una "centrale di riciclaggio"

Più di 11 tonnellate di "oro rosso" di provenienza illecita stoccate nel deposito di un'azienda di rottamazione barese. L'area è stata sequestrata e i titolari, due fratelli, denunciati per riciclaggio e ricettazione

Più di 11 tonnellate di rame accumulate nel giro di quattro mesi nel deposito di un'azienda di rottamazione di Bari: una vera e propria "centrale di riciclaggio" dell'oro rosso è stata scoperta ieri dagli agenti della Polizia ferroviaria e del Corpo forestale dello Stato.

I titolari dell'azienda, due fratelli, non hanno saputo fornire spiegazioni convincenti circa la provenienza del materiale, i cui furti sono sempre più frequenti negli ultimi anni, vista anche le quotazioni "in ascesa" dell'oro rosso, che sul mercato viene pagato all'incirca tre euro al chilogrammo.

I due fratelli sono così stati denunciati con l'accusa di ricettazione e riciclaggio, mentre l'intera area occupata dall'azienda, estesa circa 4.000 metri quadrati, è stata sequestrata dopo la constatazione di numerose violazioni ambientali.

L'operazione è stata illustrata ieri in Prefettura dal prefetto Mario Tafaro, dal dirigente della Polizia Ferroviaria, Giovanni Aliquò, e dal comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, Giovanni Misceo. "L'ingente quantitativo di rame è stato accumulato in meno di 4 mesi. Si tratta del più grosso sequestro di rame rubato realizzato negli ultimi 5 anni", ha spiegato Aliquò. Gli investigatori, infatti, sono certi di aver messo le mani sulla più grossa centrale di riciclaggio di rame presente nell'intera regione, in cui sarebbe confluito il materiale rubato anche in altre province, prima fra tutte quella foggiana.

 

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