"Ubriachi sul posto di lavoro": richiamo dall'Asl per il personale di due ospedali baresi

La direttiva interna, a firma del direttore medico facente funzione del presidio ospedaliero Bari Sud, segnala i casi di dipendenti arrivati in evidente stato di ebbrezza nei presidi ospedalieri di Bari e Triggiano

Ubriachi sul posto di lavoro. Una notizia che fa ancora più scalpore se pensiamo che di professione sono medici. Succede all'ospedale 'Di Venere' di Bari e al 'Fallacara' di Triggiano, come racconta il Corriere del Mezzogiorno, riportando una nota interna a firma del direttore medico facente funzione del presidio ospedaliero Bari Sud Alessandro Sansonetti: "Nonostante i divieti imposti dalla vigente legislazione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e le raccomandazioni emanate nel corso degli anni sono giunte notizie a questa Direzione, di personale sanitario che si presenta sul posto di lavoro in evidente stato di ebbrezza".

La nota

Il richiamo, che ha come oggetto 'Verifica alcolemia acuta e alcool dipendenza', è stato inviato ai direttori delle Unità operative e al personale dirigente e di comparto dei due presidi proprio per far luce sul caso. Ricordando al contempo che per i lavoratori dipendenti è previsto assoluto divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche, come indicato dall'articolo 15 della legge 125/2001.

Prescrizione che i medici, se le notizie giunte dovessero trovare conferma, non avrebbero seguito. Ora cosa accade? A specificare i comportamenti da tenere in caso di personale che si presenti in evidente stato di ebbrezza sul luogo di lavoro è la nota:

il datore di lavoro, ma anche il dirigente responsabile, ha la possibilità e il dovere di allontanare il lavoratore dalla mansione e verificare lo stato alcolemico. È inoltre tenuto ad informare il medico competente che metterà in atto tutte le procedure di controllo previste dalla normativa, con invio presso Sert di riferimento territoriale, con allontanamento dal lavoro “a rischio” fino a nulla osta alla ripresa lavorativa da parte del Sert

In questi casi scattano le sanzioni previste dalla legge, con multa dai 516 a 2.582 euro, a cui si aggiungono le pene dell'arresto o ammende da 200 a 600 euro, oltre a sanzioni disciplinari, previste dal decreto legislativo 81/2008.

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Non si tratta del primo caso di comportamenti scorretti da parte del personale medico nel Barese: alcune settimane fa l'Unità operativa Analisi del Sistema Informatico aveva inviato una nota ai dipendenti degli ospedali della Asl di Bari, segnalando il troppo tempo passato davanti al pc ad ascoltare musica o a vedere filmati durante l’orario di lavoro.

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