Cronaca

Bridgestone, il vescovo incontra gli operai: "Abbandonate la sfiducia"

Ieri nel piazzale dello stabilimento la messa pasquale celebrata da monsignor Cacucci. Presenti anche i rappresentanti delle istituzioni. Emiliano: "Se costretti pronti a riprendere il boicottaggio"

La messa celebrata da Cacucci alla Bridgestone - foto Fb sindaco Emiliano

Un invito alla speranza, un'esortazione ad abbandonare la sfiducia e ad aprirsi alla speranza nonostante il momento drammatico, perchè "la sfiducia non è l'ultima parola, che è invece resurrezione". Sono queste le parole rivolte dall'arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, ai dipendenti della fabbrica Bridgestone di Modugno ed ai loro familiari.

Cacucci ieri ha celebrato la messa pasquale nel piazzale antistante il Cral della multinazionale. Nel corso dell'omelia, il vescovo ha ricordato, portando come esempio, la vicenda della Om Carrelli, dove si è passati dall'annuncio del luglio 2012 di chiudere la fabbrica per trasferire la produzione ad Amburgo, all'accordo raggiunto a Roma nel gennaio scorso per la ripresa delle attività. "Sembrava non ci fossero vie di uscita ed invece - ha rassicurato monsignor Cacucci - così non é, così non è stato".

Alla cerimonia hanno preso parte anche i rappresentanti delle istituzioni: l'assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone, l'assessore provinciale Sergio Fanelli, il sindaco di Bari Michele Emiliano. E proprio il primo cittadino ha rilevato come, dopo il vertice romano che ha sancito la disponibilità dell'azienda alle trattative, l'attenzione sulla vicenda Bridgestone sia un po' calata.  "Non si illudano però perché siamo in grado - ha sottolineato il sindaco - di farla risalire e nel frattempo siamo convinti di aver argomenti razionali, frutto di studio ed analisi compiute, per spiegare che questa fabbrica non va chiusa. Farlo sarebbe un suicidio e se la situazione non dovesse quadrare siamo pronti a riprendere il boicottaggio con energia". "Abbiamo dalla nostra parte anche molti media che si sono resi conto che questa non è - ha aggiunto Emiliano - una crisi aziendale ma una delocalizzazione produttiva che serve a massimizzare il profitto. Se passasse sarebbe una situazione gravissima per tutta la zona industriale di Bari e per l'Italia intera".

Intanto gli operai attendono il prossimo passo nelle trattative, che sarà rappresentato dall'incontro in programma a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, il 5 aprile.

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