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Una stanza di villa Roth

Una stanza di villa Roth

Villa Roth, 'modello' da seguire: "Sistemazione dignitosa per migranti e famiglie italiane"

Nella struttura del quartiere San Pasquale, riaperta dal Comune dopo un primo sgombero, hanno trovato alloggio migranti dell'ex Set e famiglie italiane. Per il collettivo 'Rivoltiamo la precarietà' un esempio da replicare per garantire in tempi brevi una sistemazione agli ospiti della tendopoli del Libertà

"Finalmente una situazione abitativa dignitosa, dove da circa due mesi una dozzina di migranti proveniente dall'ex Set, vivono insieme ad alcuni nuclei familiari italiani". E' quanto accade a Villa Roth, la struttura del quartiere San Pasquale sgomberata a gennaio 2014 e poi 'recuperata' e riaperta dal Comune per dare ospitalità ad alcune famiglie. 

Un esempio positivo, per il collettivo 'Rivoltiamo la precarietà', che da tempo si batte affinché l'amministrazione comunale individui un immobile pubblico inutilizzato da riqualificare per offrire un nuova sistemazione ai rifugiati attualmente ospitati nella tendopoli dell'ex Set. Proprio come è accaduto nel caso di Villa Roth, indicata come modello da seguire, in alternativa al 'villaggio di prefabbricati' che il Comune intende allestire con i fondi messi a disposizione del Ministero dell'Interno.

"La riapertura di Villa Roth - afferma in una nota il collettivo 'Rivoltiamo la precarietà' - dimostra che quando si incide sulla volontà politica delle istituzioni, in poco tempo possono essere soddisfatti i bisogni basilari delle persone, in questo caso fornendo un'abitazione degna di essere chiamata tale, una struttura con tutte le utenze e le condizioni igienico sanitarie adeguate a scopi abitativi. Tuttavia - ricordano gli attivisti - la vertenza dei migranti rifugiati politici, sgomberati dall'ex convento di santa Chiara nel novembre 2014, continua. Ancora più di un centinaio di persone continuano a stazionare da più di un anno nella tendopoli in condizioni disumane; uno spazio istituzionale ormai diventato un ghetto urbano, dove la mancanza di un minimo di servizi e prospettive dignitose sta rendendo la quotidianità di chi ci vive sempre più insostenibile fisicamente e psicologicamente".

"La marginalizzazione - proseguono - non fa altro che portare a continue tensioni tra loro e mette a rischio la stessa convivenza. Il periodo natalizio giunge al termine, insieme alla solita, ipocrita propaganda istituzionale intrisa di finta solidarietà e carità verso gli ultimi. Prima che succeda qualcosa di grave nella tendopoli pretendiamo, in quanto abitanti di questa città, che venga immediatamente trovata una sistemazione dignitosa come avvenuto con Villa Roth. Dopo le promesse del sindaco Decaro durante l'ultimo incontro con i migranti di novembre, vogliamo sapere se è stato individuato un altro immobile a scopo abitativo per loro".

Intanto, anche per quanto riguarda il villaggio di prefabbricati voluto dal Comune, tempi e modi di realizzazione restano incerti. La giunta ha individuato un'area, nei pressi dell'Arena della Vittoria, per l'utilizzo della quale sarà però prima necessario un passaggio in Consiglio comunale per una variante urbanistica. Nel frattempo, però, prima di Natale il III Municipio San Paolo-San Girolamo ha bocciato all’unanimità il progetto, e il parere, sebbene non vincolante per Palazzo di Città, potrebbe costringere la giunta a rivedere la scelta, anche alla luce della contrarietà già manifestata anche da alcuni consiglieri comunali.

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