menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Da 8 mesi dormono nell'ex fabbrica Set, i migranti: "Degrado, sporcizia e topi"

Duecento rifugiati provenienti da numerosi paesi africani aspettano una soluzione definitiva dopo l'incendio di ottobre nell'ex convento di Santa Chiara, dove erano ubicati dopo un'occupazione. Domani visita dell'assessore Bottalico: nei prossimi mesi il trasferimento in un nuovo campo

"Qui viviamo come dei piccioni, non è possibile andare avanti così, in mezzo alla sporcizia" e basta un'occhiata per rendersi conto di quanto sia un'affermazione reale. Via Brigata Regina, quartiere Libertà: da 8 mesi, nel capannone dell'ex Set, vivono circa 200 rifugiati provenienti da numerosi paesi africani, spostati dal Convento di Santa Chiara a Bari Vecchia a seguito dell'incendio dell'ottobre scorso. Una sistemazione temporanea, si disse: nella struttura a due passi dal porto, una volta fabbrica, hanno invece trascorso l'inverno, la primavera e una rovente estate.

Nell'edificio sono ubicate le tende della Protezione Civile, dove si dorme anche in 10. Le condizioni igieniche all'interno sono a dir poco precarie, tra rifiuti e sporcizia di ogni genere. La balconata è 'riparata' da un'enorme lamiera che rende il fabbricato una caldissima fornace, specialmente negli ultimi giorni: "Ci sono donne incinte e bambini - commenta un rifugiato - e non è normale vivere in questo modo. Negli altri paesi, in Germania, in Olanda, si viene trattati diversamente. Qui non sembra affatto di stare in Europa".

Determinati a far valere le loro ragioni, non sono per nulla rassegnati a mollare o a rinunciare al loro sogno di fuggire dalla povertà o da zone di guerra come la Somalia e la Nigeria, assistiti dai ragazzi del collettivo 'Rivoltiamo la precarietà'. Inoltre, malgrado la generale intolleranza degli ultimi tempi (almeno a parole) verso gli stranieri e i due episodi controversi di ieri, ovvero la multa dei vigili urbani a un migrante seduto su una panchina del centro per un malore e l'aggressione a un venditore africano, i migranti respingono l'idea di una Bari razzista: "Nel vicinato - racconta un altro ragazzo - abbiamo diverse persone che ci sostengono e ci portano aiuto, vestiti e cibo. Non diamo fastidio e non siamo persone che cercano problemi. Vogliamo solo vivere le nostre vite in modo decoroso, lavorando".

Le loro condizioni, in ogni caso, obbligano il Comune a prendere una posizione concreta, in tempi possibilmente brevi: domani ci sarà la visita all'ex Set dell'assessore cittadino al Welfare, Francesca Bottalico, quindi, nei prossimi mesi, si procederà al trasferimento dei rifugiati in un campo (aggiudicata provvisoriamente la gara) da allestire con allacci di acqua, luce e fogna in una zona della città ancora da comunicare. L'auspicio è quello di non arrivare al 2016 senza una soluzione. Intanto, tra zanzare e topi, resta viva una macchia di inferno nel cuore della città.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BariToday è in caricamento