Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

"Evasione da 100 milioni di euro e società indotte al fallimento": scattano gli arresti per gli amministratori

Nel mirino della Finanza due società operanti nel settore della vinificazione nelle zone di Cellamare, Noicattaro e Corato. Tre le misure cautelari eseguite: oltre ai domiciliari per i gestori di fatto, l'interdizione per un "soggetto compiacente"

Avrebbero creato un 'buco' di circa 100 milioni di euro nei confronti dell'Erario per poi indurre al fallimento le società cui erano a capo. Con questa accusa, tre soggetti, amministratori di diritto e di fatto di due società operanti nel settore della vinificazione nelle zone di Cellamare, Noicattaro e Corato, sono stati sottoposti a misure cautelari dai Finanzieri della Tenenza di Mola, coordinati dalla Procura barese.

Le verifiche, i fallimenti e gli ulteriori tentativi di 'bancarotta'

L’operazione è nata a seguito di verifiche condotte dalla Tenenza di Mola, che hanno permesso di accertare - spiegano le Fiamme Gialle in una nota - "ingenti evasioni d’imposta che hanno indotto la stessa Procura della Repubblica di Bari, informata per le numerose violazioni anche di natura penal-tributaria, ad avanzare istanza di fallimento nei confronti di entrambe le società che venivano così dichiarate fallite nell’anno corrente". Si tratta delle aziende Cantine del Levante srl, con sede a Cellamare, e Cantine Belvedere, con sede a Corato, dichiarate fallite a febbraio e marzo 2019. "Le successive indagini delegate - spiegano ancora gli investigatori - hanno consentito di acquisire sul conto dei medesimi soggetti ulteriori elementi indiziari circa il tentativo di reiterazione delle condotte di “bancarotta” finalizzate a determinare in maniera dolosa e premeditata lo stato di decozione di altre società non ancora dichiarata fallite".

Le misure cautelari

Data l’entità del “buco” creato dalle due società fallite, che secondo quanto accertato dalle indagini ammonterebbe a circa 100 milioni di euro, nei confronti dell’Erario, è scattata la richiesta al G.I.P. e la successiva adozione delle tre misure cautelari, due di arresti ai domiciliari (per i gestori di fatto) ed una di interdizione all’esercizio dell’attività (per un soggetto compiacente).

*Articolo aggiornato in data 24 giugno 2019

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