Sfregiata in discoteca per un rifiuto al nipote al boss: confermata la condanna a due anni e due mesi per Vincenzo Di Cosola

La vicenda nel 2011: Di Cosola è stato giudicato colpevole di violenza sessuale e lesioni per aver sfigurato, spaccandole un bicchiere sul volto, una donna, 'colpevole' di essersi opposta alle sue molestie dopo essere stata palpeggiata

E' stata confermata dalla Corte di Appello di Bari la condanna a due anni e due mesi di reclusione di Vincenzo Di Cosola, il 32enne nipote del boss pentito Antonio Di Cosola, lui stesso diventato collaboratore di giustizia, imputato per aver sfigurato, durante una serata in discoteca, la 42enne Armida Lepore. A riportare la notizia è l'Ansa.

Di Cosola è stato giudicato colpevole dei reati di violenza sessuale e lesioni. Stando al racconto della vittima, assistita dall’avvocato Leo Gironda, Di Cosola avrebbe reagito ad un rifiuto della donna dopo averla molestata. Le avrebbe prima versato il contenuto del bicchiere sul volto, frantumandoglielo poi sulla parte sinistra della fronte. Di Cosola davanti ai giudici ha reso dichiarazioni spontanee negando il palpeggiamento, ma il sostituto pg Giuseppe Scelsi ha chiesto e ottenuto la conferma della condanna per entrambi i reati contestati.

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