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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Molfetta

Infrangono i divieti anti-Covid per andare a pesca di datteri: beccati dalla Guardia Costiera

E' accaduto a Molfetta: i pescatori di frodo sono stati beccati sul litorale con oltre 17 chili di prodotto (la cui raccolta è vietata)

Hanno infranto le restrizioni anti-contagio per andare a pesca (vietata) di datteri. E' accaduto a Molfetta, dove i pescatori di frodo sono stati intercettati e bloccati dal personale della Guardia costiera, mentre si stavano allontanando in auto dal porto con 17,1 chili di datteri.

Per assicurarsi il prodotto, che è probabile avrebbe fruttato alla pesca illegale una cifra ragguardevole, i pescatori avevano utilizzato - come accertato dai militari della Capitaneria di Porto - una pesante mazzetta e pinze di metallo per estrarre ogni mollusco dalla roccia, arrivando a deturpare verosimilmente diversi metri quadrati di fondale. 

I militari hanno posto sotto sequestro anche l’attrezzatura servita a compiere il reato, tra cui una bombola per immersione subacquea, mazzetta e pinze, mentre i soggetti autori dell’illecito sono deferiti all’Autorità Giudiziaria per aver violato il combinato disposto del Regolamento comunitario che disciplina la pesca nel Mar Mediterraneo e della Legge nazionale sulla pesca marittima, che prevede l’arresto da due mesi a due anni o l’ammenda da 2000 a 12000 euro. Parallelamente è scattata la contestazione dell’illecito amministrativo per la violazione delle misure per il contenimento dell’emergenza da Covid-19.

I datteri di mare sequestrati sono stati subito distrutti e rigettati in mare ai sensi di legge dai militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Molfetta, le cui attività di controllo lungo il litorale, a tutela dell’ambiente marino e costiero e lungo la filiera della pesca marittima, continueranno anche nei prossimi giorni. 

La pesca dei datteri di mare, che è vietata dalla legge e prevista come reato, come pure lo sbarco, la detenzione ed il commercio - ricorda la Guardia costiera - comporta la fratturazione della roccia per poter estrarre il mollusco dal suo alloggiamento, e questa pratica provoca la distruzione dell’habitat e di tutto l’ecosistema marino costituito dal fondo roccioso, con perdita irrimediabile di biodiversità.

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